Canada. Odore di marijuana giustifica perquisizione senza mandato
L'odore della marijuana unito alla nazionalita' straniera del sospetto puo' essere sufficiente alla polizia per entrare in casa senza mandato di perquisizione. Lo dice la Corte d'Appello della British Columbia. Questa decisione potrebbe dare alla polizia maggiori poteri per entrare nelle case dei cittadini sotto certe condizioni, come quella dell'odore della marijuana percepito da un poliziotto che si trova a passare per caso.La Corte ha confermato la condanna per Thi Thao Luu e Phieu Su Tran, arrestati a Vancouver nel maggio del 2002 per traffico di droga. La sera dell'arresto un poliziotto aveva bussato alla porta dei due cittadini vietnamiti dopo che era pervenuta una segnalazione per una macchina che bloccava l'accesso al parcheggio sottostante. Il poliziotto aveva testimoniato che i due sospetti non gli avevano permesso di entrare, ma erano usciti dalla porta chiudendola dietro di se' e parlando fra di loro in lingua straniera. Nonostante cio', racconta il poliziotto, ha sentito un forte odore di marijuana.
I legali della difesa avevano contestato la perquisizione ritenendola immotivata e quindi illegale. Ma il giudici della Corte d'Appello non la pensano allo stesso modo, in quanto l'odore di marijuana costituisce un "motivo oggettivamente valido". Inoltre, come scrive il giudice Kenneth Smith, "L'osservatore imparziale (ndr. il poliziotto), non potendo vedere cosa c'era dentro l'appartamento, non poteva che essere allarmato dal fatto che gli appellanti parlavano fra di se' in una lingua incomprensibile all'osservatore".
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