Lunedì 8 giugno 2026
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Canada. Psicologo dichiara di non aver assistito amica a suicidarsi

AMERICHE - CANADA
Notizia ·
Lo psicologo Peter Marshall, accusato da un collega di violazione del codice deontologico per aver accompagnato un'amica in Svizzera presso la clinica di assistenza al suicidio Dignitas, ha raccontato ieri la propria versione dei fatti.
La psicologa di Toronto Marty McKay aveva denunciato il collega all'Ordine degli Psicologi dopo aver letto una lettera di Marshal inviata al quotidiano National Post in cui aveva raccontato la sua esperienza.
Ma Marshall ha detto alla commissione d'inchiesta che McKay ha torto quando afferma che la lettera al quotidiano e' una vera e propria confessione di colpevolezza di fronte alla legge. "La mia lettera non contiene la confessione a cui si riferisce McKay", ha detto. "Io ho accompagnato Su a Zurigo. La lettera parla della sua decisione di togliersi la vita. E' stata fornita assistenza, ma la lettera dice esplicitamente che l'assistenza e' stata data dalla clinica svizzera, Dignitas, e non da me".
Marshall ha ribadito che la lettera non invita nessuno, in alcun modo, a suicidarsi o a contravvenire alla legge, e che l'indagine della polizia non ha dimostrato alcun comportamento illegale da parte sua. Lo psicologo, che si e' presentato senza avvocato, ha detto che l'indagine dell'Ordine non ha giurisdizione in quanto egli ha agito da privato cittadino e non come psicologo. "La compassione si manifesta in molte forme. Aver accompagnato ed essere stato vicino a lei era un atto compassionevole".
McKay, apparsa anch'essa senza avvocato, ha sostenuto che il comportamento di Marshall ha ferito gravemente la professione in quanto "la sua grande fama ed il suo supporto alla soppressione dei disabili avra' sicuramente un grande impatto". McKey ha aggiunto di aver personalmente percepito la preoccupazione di molti disabili sul significato delle azioni di Marshall.
Lo psicologo Graham Turrall ha detto di aver partecipato all'udienza per dire a Marshall che molti altri psicologi lo avrebbero sostenuto se fossero stati a conoscenza della denuncia di McKay: "Secondo me, questo diventera' un tema centrale per tutte le discipline sanitarie in futuro anche a causa dell'invecchiamento della popolazione e il crescente numero di persone che non sono in grado di permettersi i benefici previdenziali per alleviare il dolore".
La commissione d'inchiesta deve ancora decidere sul caso.
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