Venerdì 5 giugno 2026
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Canada. Ricerca: detenuti a rischio senza programmi scambiasiringhe

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Secondo due nuove ricerche, le prigioni canadesi contribuiscono alla diffusione dell'Aids. Infatti fino al 15% dei detenuti eroinomani e cocainomani continuano a consumare le droghe. I ricercatori del B.C. Centre for Excellence in Hiv/Aids, preoccupati dei risultati, hanno rinnovato la richiesta di sostenere i programmi delle siringhe sicure nelle carceri. La condivisione delle siringhe tra detenuti e' "la ricetta per il disastro", ha dichiarato il dottor Evan Wood, che ha condotto entrambe le ricerche.
La prima, pubblicata anche on line sul Journal of Public Health dell'Universita' di Oxford, ha esaminato 1.247 tossicodipendenti per via intravenosa, di cui la meta' ha trascorso del tempo in prigione durante i sei anni della ricerca. Circa il 15% h ammesso di aver consumato eroina e cocaina, e di aver condiviso le siringhe.
La seconda ricerca, pubblicata nella Drug and Alcohol Review, ha seguito 902 tossicodipendenti, clienti del Centro Insite. Circa un terzo e' stato per qualche tempo in prigione nei due anni della ricerca, e il 5% vi ha consumato droghe.
"Le persone arrestate hanno maggiori probabilita' di condividere le siringhe con altri soggetti, e dunque di essere infettate dal virus dell'Hiv e dall'epatite C".
Per il dottore, e' urgente "espandere i programmi di riduzione del danno nelle carceri municipali, provinciali e federali del Canada".
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