Canada. Scienziati e bioeticisti al Parlamento: non vietate la clonazione terapeutica
Un gruppo di ricercatori, bioeticisti e scienziati canadesi si sta muovendo per chiedere al Parlamento di non proibire la clonazione terapeutica. Secondo una legge, chiamata Bill c.13, che attualmente giace nella Camera dei Comuni, verrebbe infatti vietato qualsiasi procedimento di clonazione umana, sia a scopo riproduttivo che terapeutico.
Gli scienziati e la Juvenile Diabetes Research Foundation (JDRF) sperano pero' di modificare la decisione del Parlamento, grazie anche ad un appello siglato dai professori Timothy Caulfield, Abdallah Daar, Bartha Knoppers, Peter Singer, David Castle e Ron Forbes sul settimanale Hill Times. Qui di seguito ne riportiamo un ampio stralcio.
"Nei mesi passati, i Parlamentari hanno sentito molti commenti sulla clonazione riproduttiva e "terapeutica". In molti aspetti questo dinamico dibattito e' stato proprio quello che ci voleva, in quanto ha informato sul dibattito politico in corso sulla legge C-13, The Assisted Human Reproductive Act. Ad oggi pero' constatiamo che gli emendamenti a questa legge, in particolare quelli sulla clonazione terapeutica, non sono quello che ci aspettavamo. E crediamo che i Parlamentari stiano per approvare un divieto penale e ingiustificato su un procedura potenzialmente utile. Di seguito, le nostre critiche e osservazioni.
Primo, non tutta la clonazione e' uguale. E non tutte le tecniche di clonazione hanno i medesimi scopi, il che e' un punto gia' sottolineato piu' e piu' volte da numerosi accademici e gruppi politici. Per citare solo un esempio, nel 2002 l'Advisory Committee on Human Cloning della California, un gruppo interdisciplinare internazionale di studio, dichiaro': "La California non dovrebbe vietare, ma ragionevolmente regolare la clonazione umana non-riproduttiva. Crediamo che l'uso di questa tecnica possa offrire benefici potenziali a livello medico e scientifico, proprio perche' non implica le medesime preoccupazioni della clonazione riproduttiva.
Ancora, clonazione "terapeutica" e riproduttiva utilizzano tecniche simili. Ma come non abbiamo un divieto statutario sulla ricerca sull'energia atomica o sui pericoli di alcuni prodotti chimici, non dovremmo proibire qualsiasi tipo di ricerca sulla clonazione semplicemente perche' qualcuno potrebbe abusarne. Dovremmo attentamente regolamentarne la tecnologia, consapevoli del fatto che regolamentare non significa automaticamente permesso a procedere. Se proprio vogliamo portare questo argomento spinoso all'estremo, dovremmo negare anche la ricerca sulla radioterapia per il cancro, perche' potrebbe essere associata con l'abuso della fisica nucleare.
Secondo, tutte le prove disponibili indicano che l'opinione pubblica e' completamente capace di comprendere la distinzione tra clonazione riproduttiva e clonazione a fini di ricerca. Sondaggio dopo sondaggio hanno dimostrato che la maggioranza dei canadesi e' favorevole alla ricerca sulla clonazione. [.] Anche negli Usa, dove i punti di vista sono generalmente piu' conservatori, e' evidente come l'opinione pubblica sia in grado di discernere e valutare. Un sondaggio del 2001 dell'Ispos-Read ha riportato i seguenti risultati: il 21% si oppone a qualsiasi veto sulla ricerca; il 39% vorrebbe vietare la clonazione riproduttiva ma permettere gli studi sugli embrioni clonati e solo il 33% opta per il divieto totale.
Terzo, e' necessario ricordare che gli argomenti sulla possibile efficacia e utilita' della clonazione terapeutica, anche se importanti e interessanti ai fini delle prospettive scientifiche, non sono, in se stessi, rilevanti per una considerazione di tipo legale. Non si vieta qualcosa perche' non funziona o perche' non e' necessaria. Ci deve essere una ragione principale e indipendente a giustificare il veto, e generalmente questa ragione viene associata ad un chiaro danno alla societa'. E non dovremmo dimenticare che in una democrazia liberale un divieto statutario penale generalmente dovrebbe essere l'ultimo strumento a cui fare ricorso. I Parlamentari dovrebbero chiedersi: "un divieto statutario e' necessario per ottenere i nostri scopi politici?" e non "funziona?". [.]
Quarto, i politici dovrebbero essere molto attenti a non lasciare che le oltraggiose e infondate notizie, come quella data dai Raeliani, influenzino lo sviluppo della politica nazionale. "Le notizie di clonazione sono science fiction, non Scienza" si legge in una lettera del 17 gennaio su Science, scritta con la collaborazione del padre della clonazione, Ian Wilmut. La lettera prosegue notando che "il dibattito sulle questioni etiche. dovrebbe discostarsi dalle fantasie che quotidianamente occupano i nostri notiziari."
I Parlamentari dovrebbero essere diffidenti verso coloro che cercano di sfruttare queste presunte burle dei media per scopi politici. [.] Non ponete il divieto alla clonazione terapeutica sulla scia dei timori generati dall'annuncio dei Raeliani. Un divieto statutario e' inderogabile, prendetevi del tempo per cambiarlo, e cercate di facilitare un dialogo continuo, aperto e costruttivo, che e' assolutamente essenziale in questo contesto.
Saremmo molto piu' utili se prendessimo in esame quelle regolamentazioni che permettono ad una promettente ricerca di procedere, cosi' da non chiudere la porta ai potenziali progressi medici e alle potenziali cure per molte delle piu' gravi malattie della nostra societa'.
Gli scienziati e la Juvenile Diabetes Research Foundation (JDRF) sperano pero' di modificare la decisione del Parlamento, grazie anche ad un appello siglato dai professori Timothy Caulfield, Abdallah Daar, Bartha Knoppers, Peter Singer, David Castle e Ron Forbes sul settimanale Hill Times. Qui di seguito ne riportiamo un ampio stralcio.
"Nei mesi passati, i Parlamentari hanno sentito molti commenti sulla clonazione riproduttiva e "terapeutica". In molti aspetti questo dinamico dibattito e' stato proprio quello che ci voleva, in quanto ha informato sul dibattito politico in corso sulla legge C-13, The Assisted Human Reproductive Act. Ad oggi pero' constatiamo che gli emendamenti a questa legge, in particolare quelli sulla clonazione terapeutica, non sono quello che ci aspettavamo. E crediamo che i Parlamentari stiano per approvare un divieto penale e ingiustificato su un procedura potenzialmente utile. Di seguito, le nostre critiche e osservazioni.
Primo, non tutta la clonazione e' uguale. E non tutte le tecniche di clonazione hanno i medesimi scopi, il che e' un punto gia' sottolineato piu' e piu' volte da numerosi accademici e gruppi politici. Per citare solo un esempio, nel 2002 l'Advisory Committee on Human Cloning della California, un gruppo interdisciplinare internazionale di studio, dichiaro': "La California non dovrebbe vietare, ma ragionevolmente regolare la clonazione umana non-riproduttiva. Crediamo che l'uso di questa tecnica possa offrire benefici potenziali a livello medico e scientifico, proprio perche' non implica le medesime preoccupazioni della clonazione riproduttiva.
Ancora, clonazione "terapeutica" e riproduttiva utilizzano tecniche simili. Ma come non abbiamo un divieto statutario sulla ricerca sull'energia atomica o sui pericoli di alcuni prodotti chimici, non dovremmo proibire qualsiasi tipo di ricerca sulla clonazione semplicemente perche' qualcuno potrebbe abusarne. Dovremmo attentamente regolamentarne la tecnologia, consapevoli del fatto che regolamentare non significa automaticamente permesso a procedere. Se proprio vogliamo portare questo argomento spinoso all'estremo, dovremmo negare anche la ricerca sulla radioterapia per il cancro, perche' potrebbe essere associata con l'abuso della fisica nucleare.
Secondo, tutte le prove disponibili indicano che l'opinione pubblica e' completamente capace di comprendere la distinzione tra clonazione riproduttiva e clonazione a fini di ricerca. Sondaggio dopo sondaggio hanno dimostrato che la maggioranza dei canadesi e' favorevole alla ricerca sulla clonazione. [.] Anche negli Usa, dove i punti di vista sono generalmente piu' conservatori, e' evidente come l'opinione pubblica sia in grado di discernere e valutare. Un sondaggio del 2001 dell'Ispos-Read ha riportato i seguenti risultati: il 21% si oppone a qualsiasi veto sulla ricerca; il 39% vorrebbe vietare la clonazione riproduttiva ma permettere gli studi sugli embrioni clonati e solo il 33% opta per il divieto totale.
Terzo, e' necessario ricordare che gli argomenti sulla possibile efficacia e utilita' della clonazione terapeutica, anche se importanti e interessanti ai fini delle prospettive scientifiche, non sono, in se stessi, rilevanti per una considerazione di tipo legale. Non si vieta qualcosa perche' non funziona o perche' non e' necessaria. Ci deve essere una ragione principale e indipendente a giustificare il veto, e generalmente questa ragione viene associata ad un chiaro danno alla societa'. E non dovremmo dimenticare che in una democrazia liberale un divieto statutario penale generalmente dovrebbe essere l'ultimo strumento a cui fare ricorso. I Parlamentari dovrebbero chiedersi: "un divieto statutario e' necessario per ottenere i nostri scopi politici?" e non "funziona?". [.]
Quarto, i politici dovrebbero essere molto attenti a non lasciare che le oltraggiose e infondate notizie, come quella data dai Raeliani, influenzino lo sviluppo della politica nazionale. "Le notizie di clonazione sono science fiction, non Scienza" si legge in una lettera del 17 gennaio su Science, scritta con la collaborazione del padre della clonazione, Ian Wilmut. La lettera prosegue notando che "il dibattito sulle questioni etiche. dovrebbe discostarsi dalle fantasie che quotidianamente occupano i nostri notiziari."
I Parlamentari dovrebbero essere diffidenti verso coloro che cercano di sfruttare queste presunte burle dei media per scopi politici. [.] Non ponete il divieto alla clonazione terapeutica sulla scia dei timori generati dall'annuncio dei Raeliani. Un divieto statutario e' inderogabile, prendetevi del tempo per cambiarlo, e cercate di facilitare un dialogo continuo, aperto e costruttivo, che e' assolutamente essenziale in questo contesto.
Saremmo molto piu' utili se prendessimo in esame quelle regolamentazioni che permettono ad una promettente ricerca di procedere, cosi' da non chiudere la porta ai potenziali progressi medici e alle potenziali cure per molte delle piu' gravi malattie della nostra societa'.
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