Canada. Sondaggio: tra canadesi, americani ed europei, chi vuole le biotecnologie?
La University of Calgary ha condotto un sondaggio su un campione di 1.500 persone, sul rapporto fra societa' e biotecnologie. Con la collaborazione di altri istituti, i risultati sono stati messi a confronto con le opinioni degli statunitensi e di 12 nazioni europee. Ne e' emerso che proprio gli abitanti del vecchio continente sono i piu' scettici verso le novita' proposte dal progresso scientifico, mentre americani e canadesi supportano e accolgono favorevolmente le biotecnologie applicate nella maggior parte dei settori.
Alcuni dati:
- Piu' del 60% dei canadesi e degli americani intervistati ha dichiarato di comprare volentieri cibi OGM se contengono meno pesticidi rispetto ai cibi tradizionali. In contrasto, meno del 40% degli europei e' sulla stessa posizione;
- Circa il 40% dei canadesi comprerebbe cibi OGM se contengono meno grassi, a fronte di un 47% degli americani e un debole 25% degli europei;
- Piu' della meta' dei canadesi consumerebbe cibi OGM se coltivati in condizioni ambientali sicure, mentre solo un terzo degli europei concorda con questa posizione.
Dallo studio e' emerso che non c'e' un'evidente correlazione fra un'attitudine favorevole verso le biotecnologie e il livello di conoscenza in materia, e questo contrasta "con la generale convinzione che il pubblico, una volta 'educato' sull'argomento, diventa piu' favorevole", come ha dichiarato la dott.ssa Edna Einsiedel, professoressa in Studi della Comunicazione per la University of Calgary.
Opinioni diverse invece sulle applicazioni mediche delle biotecnologie, che sono generalmente viste piu' utili e moralmente accettabili: oltre l'80% dei canadesi si dichiara favorevole al riguardo. "Sulle implicazioni mediche, le persone tendono a fare delle distinzioni", spiega la Einsiedel, "per esempio, sulla clonazione: le persone sono molto piu' aperte verso quella terapeutica, mentre non vogliono avere niente a che fare con quella riproduttiva. Tendono ad essere positivi verso i test genetici, mentre sono molto piu' sospettosi sugli xenotrapianti."
Altro dato interessante, e' che i canadesi parlano di biotecnologie. Se in Europa e' un argomento ancora precluso alle poche elite di specialisti, e raramente e' oggetto di conversazione anche fra intimi, in Canada invece circa l'80% delle persone ha dichiarato di aver discusso sul tema almeno una volta o piu' frequentemente. Nel 2000 questa percentuale era del 34, e nel 1997 del 42.
Alcuni dati:
- Piu' del 60% dei canadesi e degli americani intervistati ha dichiarato di comprare volentieri cibi OGM se contengono meno pesticidi rispetto ai cibi tradizionali. In contrasto, meno del 40% degli europei e' sulla stessa posizione;
- Circa il 40% dei canadesi comprerebbe cibi OGM se contengono meno grassi, a fronte di un 47% degli americani e un debole 25% degli europei;
- Piu' della meta' dei canadesi consumerebbe cibi OGM se coltivati in condizioni ambientali sicure, mentre solo un terzo degli europei concorda con questa posizione.
Dallo studio e' emerso che non c'e' un'evidente correlazione fra un'attitudine favorevole verso le biotecnologie e il livello di conoscenza in materia, e questo contrasta "con la generale convinzione che il pubblico, una volta 'educato' sull'argomento, diventa piu' favorevole", come ha dichiarato la dott.ssa Edna Einsiedel, professoressa in Studi della Comunicazione per la University of Calgary.
Opinioni diverse invece sulle applicazioni mediche delle biotecnologie, che sono generalmente viste piu' utili e moralmente accettabili: oltre l'80% dei canadesi si dichiara favorevole al riguardo. "Sulle implicazioni mediche, le persone tendono a fare delle distinzioni", spiega la Einsiedel, "per esempio, sulla clonazione: le persone sono molto piu' aperte verso quella terapeutica, mentre non vogliono avere niente a che fare con quella riproduttiva. Tendono ad essere positivi verso i test genetici, mentre sono molto piu' sospettosi sugli xenotrapianti."
Altro dato interessante, e' che i canadesi parlano di biotecnologie. Se in Europa e' un argomento ancora precluso alle poche elite di specialisti, e raramente e' oggetto di conversazione anche fra intimi, in Canada invece circa l'80% delle persone ha dichiarato di aver discusso sul tema almeno una volta o piu' frequentemente. Nel 2000 questa percentuale era del 34, e nel 1997 del 42.
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