Canada. Walters offre aiuto al Canada
Lo zar antidroga americano ha definito "piu' sobrie" le nuove norme canadesi sulla marijuana, ed anziche' ricattare i vicini con la minaccia di controlli maniacali alle frontiere, ha offerto l'aiuto del suo ufficio per "aiutare Ottawa ad informare sui pericoli della marijuana".
Gli ambienti dei gruppi che si battono per la legalizzazione non hanno preso troppo bene la notizia, un non meglio identificato dirigente di uno di questi gruppi ha etichettato Walters come un "buffone male informato che sta miseramente perdendo la sua guerra nel suo Paese".
Allen St.Pierre, direttore del Norml (National Organization for the Reform of Marijuana Laws, un'organizzazione statunitense che si batte per la legalizzazione della cannabis) ha detto di aver trovato terribile il fatto che il Governo canadese abbia lasciato che Washington interferisse negli affari interni di uno Stato sovrano e di essere rimasto profondamente inorridito dal fatto che il progetto di riforma della legge sulla marijuana sia stato portato prima al ministro della Giustizia Usa John Ashcroft, e poi allo stesso Parlamento canadese. "Immaginiamoci -prosegue St.Pierre- lo scandalo che sarebbe avvenuto se un nostro ministro fosse dovuto andare dal ministro di un altro Paese per avere il permesso di presentare una legge nel proprio Parlamento. Il Governo Usa sta facendo un sacco di rumore per niente. In dodici Stati americani, compreso il District of Columbia, le leggi sono simili a quella presentata in Canada (quando non ancora piu' libere, in Ohio il possesso fino a 100 grammi di marijuana porta ad una multa di 100 dollari n.d.r.). Quindi ci sono circa 100 milioni di americani, un terzo della popolazione, che gia' in questo momento vivono secondo il Canadian-Style.
Gli ambienti dei gruppi che si battono per la legalizzazione non hanno preso troppo bene la notizia, un non meglio identificato dirigente di uno di questi gruppi ha etichettato Walters come un "buffone male informato che sta miseramente perdendo la sua guerra nel suo Paese".
Allen St.Pierre, direttore del Norml (National Organization for the Reform of Marijuana Laws, un'organizzazione statunitense che si batte per la legalizzazione della cannabis) ha detto di aver trovato terribile il fatto che il Governo canadese abbia lasciato che Washington interferisse negli affari interni di uno Stato sovrano e di essere rimasto profondamente inorridito dal fatto che il progetto di riforma della legge sulla marijuana sia stato portato prima al ministro della Giustizia Usa John Ashcroft, e poi allo stesso Parlamento canadese. "Immaginiamoci -prosegue St.Pierre- lo scandalo che sarebbe avvenuto se un nostro ministro fosse dovuto andare dal ministro di un altro Paese per avere il permesso di presentare una legge nel proprio Parlamento. Il Governo Usa sta facendo un sacco di rumore per niente. In dodici Stati americani, compreso il District of Columbia, le leggi sono simili a quella presentata in Canada (quando non ancora piu' libere, in Ohio il possesso fino a 100 grammi di marijuana porta ad una multa di 100 dollari n.d.r.). Quindi ci sono circa 100 milioni di americani, un terzo della popolazione, che gia' in questo momento vivono secondo il Canadian-Style.
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