Candidati presidenziali repubblicani contro Bush sull'immigrazione
L'isolamento del presidente George W.Bush sulla riforma dell'immigrazione in America e' apparso in tutta la sua evidenza in un dibattito in diretta Tv dal New Hampshire tra i 10 repubblicani in corsa per la Casa Bianca, la stragrande maggioranza dei quali ha preso le distanze, anche con asprezza, da colui di cui sperano di diventare il successore.
Piu' ancora che l'Iraq, e' il compromesso sull'immigrazione stretto da Bush con i democratici che controllano il Congresso a spaccare i candidati repubblicani. Tra i big del gruppo, solo il senatore John McCain ha difeso il progetto di legge. 'E' una questione di sicurezza nazionale e questa e' la migliore legge possibile', ha detto McCain del progetto che prevede tra l'altro di regolarizzare la posizione di oltre 12 milioni di immigrati illegali gia' negli Usa.
Mitt Romney ha proposto, tra gli applausi del pubblico, di mantenere in vita la legge che gia' esiste dal 1986, mentre Rudy Giuliani ha denunciato l'assenza di controlli e chiesto la creazione di un documento d'identita' obbligatorio per gli immigrati. Il deputato Duncan Hunter, che e' il promotore del progetto di creare una barriera tra Usa e Messico, ha apertamente accusato Bush di aver bloccato il piano 'per dar vita a questa amnistia voluta da lui, McCain e Ted Kennedy'.
Ancora piu' duro il deputato Tom Tancredo: 'Quando saro' presidente, a Bush non faro' neppure mettere piede alla Casa Bianca'.
L'Iraq e' stato un altro dei temi caldi del dibattito, con McCain ancora una volta nella difficile posizione di difendere piu' degli altri la linea dell'aumento delle truppe a Baghdad. A Hillary Clinton che ha definito quella in corso 'la guerra di Bush', McCain ha replicato che 'non sono i presidenti, ma le nazioni a combattere le guerre e in questo caso se la perdiamo ne pagheremo conseguenze terribili, compreso un genocidio a Baghdad'.
Piu' ancora che l'Iraq, e' il compromesso sull'immigrazione stretto da Bush con i democratici che controllano il Congresso a spaccare i candidati repubblicani. Tra i big del gruppo, solo il senatore John McCain ha difeso il progetto di legge. 'E' una questione di sicurezza nazionale e questa e' la migliore legge possibile', ha detto McCain del progetto che prevede tra l'altro di regolarizzare la posizione di oltre 12 milioni di immigrati illegali gia' negli Usa.
Mitt Romney ha proposto, tra gli applausi del pubblico, di mantenere in vita la legge che gia' esiste dal 1986, mentre Rudy Giuliani ha denunciato l'assenza di controlli e chiesto la creazione di un documento d'identita' obbligatorio per gli immigrati. Il deputato Duncan Hunter, che e' il promotore del progetto di creare una barriera tra Usa e Messico, ha apertamente accusato Bush di aver bloccato il piano 'per dar vita a questa amnistia voluta da lui, McCain e Ted Kennedy'.
Ancora piu' duro il deputato Tom Tancredo: 'Quando saro' presidente, a Bush non faro' neppure mettere piede alla Casa Bianca'.
L'Iraq e' stato un altro dei temi caldi del dibattito, con McCain ancora una volta nella difficile posizione di difendere piu' degli altri la linea dell'aumento delle truppe a Baghdad. A Hillary Clinton che ha definito quella in corso 'la guerra di Bush', McCain ha replicato che 'non sono i presidenti, ma le nazioni a combattere le guerre e in questo caso se la perdiamo ne pagheremo conseguenze terribili, compreso un genocidio a Baghdad'.
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