Giovedì 4 giugno 2026
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Cannabis e giovani. Meglio dell’alcol

AMERICHE - USA
Notizia ·
 "E i bambini?" è una delle più grandi preoccupazioni dei proibizionisti della cannabis. Che, per i giovani, hanno cercato molto duramente e per tanto tempo di diffondere messaggi di paura. Ed ha funzionato per molti anni. Come se la proibizione fosse migliore della regolamentazione perché, secondo la loro propaganda, il consumo aumenterebbe dopo la legalizzazione, rovinando il cervello dei giovani.

Il nocciolo della questione, invece, è che il consumo dei giovani non aumenta dopo la legalizzazione, che è meglio del divieto, e per i giovani che consumano cannabis, il loro cervello non viene danneggiato così come accade con l’alcol. Ce lo dice un recente studio.

Un team di ricercatori ha indagato sulla relazione tra consumo di cannabis, consumo di alcol e cambiamenti nel cervello dei giovani.
Nello specifico, è stato esaminato lo spessore della corteccia cerebrale (livello di intelligenza) dei partecipanti allo studio. E si è scoperto che il consumo di alcol tra i giovani è associato ad un assottigliamento della corteccia cerebrale, mentre lo stesso non accade con la cannabis.
"Una maggiore quantità di alcol, ma non di cannabis, è stato associato a un ridotto spessore delle cortecce mediali prefrontali e frontali, così come [il] lobo temporale, solco intraparietale, insula, opercolo parietale, precuneo e aree mediali parietali", hanno concluso i ricercatori.

Consumo di cannabis da non promuovere
Ma non è per questo che il consumo da parte dei giovani vada incoraggiato. Ci sarà un motivo per cui l'età oltre la quale è consentito il consumo sia di 18 (Uruguay) o 21 (parte degli Usa) o 19 (Canada).
Nel contempo, non è che sia la fine del mondo se un giovane consuma cannabis. Soprattutto se è quella terapeutica. L’importante è che le politiche siano equilibrate mettendo sempre la salute al primo posto.
 
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