Sabato 17 ottobre 2026
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Cannabis legale: l'apertura dei negozi non aumenta la criminalità locale

AMERICHE - CANADA
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L'apertura di negozi autorizzati alla vendita di cannabis non comporta un aumento della criminalità nelle zone circostanti. È quanto emerge da uno studio pubblicato su The International Journal of Drug Policy e condotto da un ricercatore della Brock University, in Ontario (Canada).

 

Come riporta NORML, l'autore dello studio ha analizzato i tassi di criminalità registrati entro 3.000 metri da due negozi di cannabis legalmente autorizzati, uno a Toronto e uno a Ottawa, confrontando i dati dei mesi immediatamente precedenti e successivi alla loro apertura. Il risultato è netto: non sono stati riscontrati cambiamenti significativi nei trend di criminalità dopo l'inaugurazione dei punti vendita.

 

Il ricercatore ha inoltre osservato che le oscillazioni locali nella criminalità sembrano legate soprattutto ai cambiamenti stagionali del meteo: la criminalità tende ad aumentare con l'arrivo di temperature più calde, indipendentemente dalla presenza o meno di negozi di cannabis nelle vicinanze. Le conclusioni dello studio, intitolato "Crime levels near federally legal cannabis stores in two Canadian cities", sono state chiare: non sono emerse associazioni significative tra i livelli di criminalità e l'apertura di negozi legali di cannabis nelle due città prese in esame.

Questi risultati confermano quanto già emerso da diverse ricerche condotte negli Stati Uniti, secondo cui i rivenditori autorizzati di cannabis non producono effetti negativi sulla criminalità locale, sui tassi di consumo tra adolescenti o sul valore degli immobili circostanti. Anzi, alcuni studi citati da NORML hanno addirittura collegato l'apertura di dispensari a successivi aumenti del valore delle case nelle zone limitrofe, mentre le chiusure forzate di questi negozi sono state associate a picchi di criminalità locale, in particolare furti e scassi, nelle aree interessate.

 

Si tratta di un filone di ricerca che da anni smentisce i timori diffusi tra amministrazioni locali e forze dell'ordine, secondo cui la presenza di negozi di cannabis potrebbe trasformare i quartieri in bersagli privilegiati per i criminali, magari attratti dai consistenti flussi di denaro contante gestiti da queste attività. I dati raccolti nel tempo, sia in Canada che negli Stati Uniti, vanno sistematicamente in direzione opposta.

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