Cannabis legalizzata. Boom di pubblicità
La cannabis è un nuovo mercato per la pubblicità negli Stati Uniti. La cannabis è diventata legale in alcuni Stati americani, sia per uso medico che ricreativo. E pubblicizzarla in quei territori non è un'azione fuorilegge. Così, negli Usa si è aperto nuovo mercato pubblicitario che genera investimenti. Ha provato a quantificarli Kantar, la società britannica leader delle ricerche di mercato. Il risultato è che negli Stati di Washington e della California, dove la cannabis è autorizzata, sono stati investiti, per farle pubblicità, oltre 4 milioni di dollari l'anno scorso, circa il 23% in più rispetto al 2017 secondo i calcoli di Kantar riportati da Le Figaro.
Il mezzo più utilizzato è stata l'affissione. I cartelloni che vantano le molteplici virtù del Thc (uno dei principi attivi della cannabis) si stanno moltiplicando ai lati delle grandi vie di comunicazione di Los Angeles (Stato della California) e di Seattle (Stato di Washington).
I giornali, le televisioni locali e i siti Internet sono gli altri media privilegiati dalle startup che stanno fiorendo nel settore e che vogliono farsi conoscere.
La stampa, primo mezzo prescelto nel 2017, è stata quella che ha ricevuto meno investimenti l'anno scorso, mentre sono triplicati, invece, gli acquisti nei siti online.
La televisione, in genere, rimane troppo cara. I consumatori, soprattutto i giovani, sono raggiunti dalla pubblicità là dove si trovano, on the road, per la strada, o sul web, secondo quanto ha riportato Le Figaro.
Queste nuove spese in comunicazione dedicate ad un prodotto controverso divide i media americani, secondo Le Figaro. Grandi reti televisive hanno rifiutato di accogliere degli spot che promuovono la cannabis. Al momento del Super Bowl, a febbraio, la Cbs ha rifiutato uno spot del coltivatore canadese Acreage Holding. E la catena, molto popolare Abc (Disney) ha chiuso le porte a Lowell Farms, un'azienda californiana di cannabis bio, che ambiva a diffondere una propria pubblicità durante la cerimonia di consegna degli Oscar, secondo quanto ha riportato il quotidiano francese Le Figaro.
(Italia Oggi)
Il mezzo più utilizzato è stata l'affissione. I cartelloni che vantano le molteplici virtù del Thc (uno dei principi attivi della cannabis) si stanno moltiplicando ai lati delle grandi vie di comunicazione di Los Angeles (Stato della California) e di Seattle (Stato di Washington).
I giornali, le televisioni locali e i siti Internet sono gli altri media privilegiati dalle startup che stanno fiorendo nel settore e che vogliono farsi conoscere.
La stampa, primo mezzo prescelto nel 2017, è stata quella che ha ricevuto meno investimenti l'anno scorso, mentre sono triplicati, invece, gli acquisti nei siti online.
La televisione, in genere, rimane troppo cara. I consumatori, soprattutto i giovani, sono raggiunti dalla pubblicità là dove si trovano, on the road, per la strada, o sul web, secondo quanto ha riportato Le Figaro.
Queste nuove spese in comunicazione dedicate ad un prodotto controverso divide i media americani, secondo Le Figaro. Grandi reti televisive hanno rifiutato di accogliere degli spot che promuovono la cannabis. Al momento del Super Bowl, a febbraio, la Cbs ha rifiutato uno spot del coltivatore canadese Acreage Holding. E la catena, molto popolare Abc (Disney) ha chiuso le porte a Lowell Farms, un'azienda californiana di cannabis bio, che ambiva a diffondere una propria pubblicità durante la cerimonia di consegna degli Oscar, secondo quanto ha riportato il quotidiano francese Le Figaro.
(Italia Oggi)
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