La cannabis si coltiva nei parchi protetti
Nei pressi delle cascate di Yosemite, sulle boscose montagne della Sierra Nevada, nella Tahoe National Forest oppure fra i cactus dell’Organ Pipe National Monument e sugli impervi sentieri di Wenatchee: sono i parchi nazionali del West i luoghi dove i trafficanti di droga messicani costruiscono di nascosto fattorie illegali per coltivare milioni di piante di marijuana, destinata a essere venduta a tonnellate nelle metropoli degli Stati Uniti.A svelare le dimensioni di un traffico annuale di un valore stimato in miliardi di dollari sono i rapporti della polizia della California - lo Stato più colpito - e dell’Fbi, che descrivono un fenomeno in crescita dal 2004. I signori della droga hanno iniziato a piccoli passi, mandando propri esploratori nei maggiori parchi nazionali per identificare nelle aree più remote, non frequentate dai turisti e non pattugliate dai rangers, zone adatte a ospitare la marijuana. Una volta trovato il sito, le gang reclutano in Messico dei coltivatori esperti, li fanno entrare illegalmente e affidano loro singoli appezzamenti di terreno dove vengono piantate in media 75 mila piante.
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