Cannabis terapeutica in California. Parte il divieto di produzione. Polemiche
La California ordina lo stop ai laboratori di marijuana, ed e' subito polemica. La disposizione, approvata a fine settembre, parlava chiaro: entro 45 giorni dozzine di dispensari dedicati a produzione e distribuzione dovevano abbassare le saracinesche. La norma e' entrata in vigore ieri e mentre le autorita' minacciano pene severe per chi non rispettera' le regole divampa la polemica tra i produttori, che definiscono 'irrazionale' la decisione del governo.Il Distretto di Columbia e altri 15 Stati americani consentono il possesso di marijuana se prescritta da una ricetta medica, ma la sostanza rimane illegale secondo il diritto federale. I sostenitori della marijuana medica dicono che il farmaco e' un importante palliativo per i pazienti che seguono chemioterapie contro il cancro, oltre che contro certi sintomi legati ad Aids, epilessia, glaucoma e sclerosi multipla. D'altro canto, pero', in molti temono che ci sia un abuso delle prescrizioni e la sostanza venga acquistata anche da persone perfettamente sane che la fumano per scopi ricreativi.
Secondo quanto riporta la rete televisiva Bbc, il giro di vite si sta concentrando sulle citta' che hanno gia' vietato i negozi di marijuana e alcuni laboratori che si trovano vicini a parchi e scuole. La guerra e' tra Stati Uniti e California. 'Le politiche del governo federale non sono coerenti, e vanno contro la volonta' degli elettori', ha dichiarato alla stampa Matthew Kumin, avvocato difensore della lobby pro-erba, per il quale la disposizione viola il decimo emendamento della Costituzione americana.
Il reclamo presentato in quattro tribunali distrettuali della California punta sul fatto che il giro di vite imposto e' in disaccordo con quanto affermato dal governo Usa in un procedimento giudiziario precedente. Washington, stando a quanto si legge nell'atto, in quel caso aveva assicurato che non avrebbe utilizzato la propria autorita' contro la marijuana medica attenendosi alle disposizioni statali. Ma i funzionari del governo federale replicano di agire secondo la legge e assicurano che continueranno a fare il proprio dovere per rispettare le norme sulla droga.
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