Cannabis terapeutica fai da te a Latina
Neuropatie croniche, disappetenza e vomito causati da malattie debilitanti (Cancro, Aids, Epatite C), sclerosi multipla, epilessia, glaucoma ed altre patologie. Vite segnate dalla malattia quelle di Andrea, Serena, Tania, Nicola, Isabella e tante altre che da ogni parte d'Italia si sono ricongiunte a Gaeta per avviare un programma di autoproduzione di Cannabis a scopo terapeutico sotto le insegne del comitato spontaneo Armonia Endocannabinoide. Il disegno di legge sulle drogheleggere giace in parlamento ed il prossimo 31 ottobre tornerà all'attenzione della Camera con 400 emendamenti sulle spalle, dopo due anni di ping pong con la commissione giustizia. Ma c'è chi non ha tempo di aspettare le pastoie burocratiche, semplicemente perché la malattia si evolve più rapidamente. Anche se l'ipotesi autoproduzione al momento comporta almeno tre reati.
L'attuale legge 309 prevede infatti che possa essere effettuata solo da soggetti autorizzati, individuati successivamente nello Stabilimento farmaceutico militare di Firenze. «Di fatto, anche se il tar del Lazio è contro il monopolio hanno detto Andrea Spinetti e Nicola Farina ha bocciato il ricorso dell'associazione Luca Coscioni. Per noi malati, in possesso di prescrizione medica, l'unica alternativa è la costosa importazione dall'Olanda. A livello di efficacia però è come paragonare una Cinquecento con una Ferrari. La produzione dell'istituto di Stato non ci soddisfa né in quantità, né in qualità. Per questo ci confrontiamo oggi su come aprire piccoli centri di produzione, magari su scala regionale. Contemporaneamente stiamo creando un pool di avvocati che possa difenderci». Di qui l'appello lanciato alla ministra della salute Lorenzin da Tania Ballarin: «È ora di smetterla con tutti questi emendamenti, i malati soffrono adesso ed abbiamo bisogno di soluzioni immediate. Vogliamo risolvere la mancanza di continuità di cura con dei rimedi ad hoc, siamo pronti anche alla disobbedienza civile per avere la possibilità di curarci». Attualmente la Cannabis può essere prescritta solo se i farmaci oppiacei o sintetici hanno fallito.
(articolo di Antonello Fronzuto, pubblicato sul quotidiano Il Messaggero, cronaca di Latina, del 29/10/2017)
L'attuale legge 309 prevede infatti che possa essere effettuata solo da soggetti autorizzati, individuati successivamente nello Stabilimento farmaceutico militare di Firenze. «Di fatto, anche se il tar del Lazio è contro il monopolio hanno detto Andrea Spinetti e Nicola Farina ha bocciato il ricorso dell'associazione Luca Coscioni. Per noi malati, in possesso di prescrizione medica, l'unica alternativa è la costosa importazione dall'Olanda. A livello di efficacia però è come paragonare una Cinquecento con una Ferrari. La produzione dell'istituto di Stato non ci soddisfa né in quantità, né in qualità. Per questo ci confrontiamo oggi su come aprire piccoli centri di produzione, magari su scala regionale. Contemporaneamente stiamo creando un pool di avvocati che possa difenderci». Di qui l'appello lanciato alla ministra della salute Lorenzin da Tania Ballarin: «È ora di smetterla con tutti questi emendamenti, i malati soffrono adesso ed abbiamo bisogno di soluzioni immediate. Vogliamo risolvere la mancanza di continuità di cura con dei rimedi ad hoc, siamo pronti anche alla disobbedienza civile per avere la possibilità di curarci». Attualmente la Cannabis può essere prescritta solo se i farmaci oppiacei o sintetici hanno fallito.
(articolo di Antonello Fronzuto, pubblicato sul quotidiano Il Messaggero, cronaca di Latina, del 29/10/2017)
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