Cannabis terapeutica. Governo autorizza semina
Il governo cileno ha autorizzato la semina di 6.900 piante di cannabis che verranno utlizzate per ottenere un medicinale impiegato nella terapia antidolorifica di alcuni tipi di tumori e dell'epilessia. La Fondazione Daya, responsabile del progetto, spera in tal modo di poter curare circa 4mila pazienti: il medicinale dovrebbe essere pronto nel 2017, tre anni dopo aver ricevuto il via libera della autorità per la produzione del farmaco.
Il governo cileno ha infatti autorizzato il 9 ottobre scorso la vendita in farmacia dei medicinali derivati dalla marijuana, la cui commercializzazione sarà tuttavia sottoposta a severi controlli. In particolare, per l'acquisto servirà la ricetta di uno specialista; fino ad oggi la vendita di tali medicinali era vietata e se necessario occorreva chiedere alle autorità sanitarie un permesso di importazione; permesso concesso finora solo nel caso di un unico prodotto, utilizzato per alleviare i sintomi di malattie quali l'epilessia o alcuni tipi di tumore. Attualmente la cannabis è considerata in Cile una droga pesante, il cui spaccio e consumo è passibile di condanna penale; una legge per permettere l'uso a fini terapeutici e ricreativi della cannabis è in discussione in Parlamento.
Il governo cileno ha infatti autorizzato il 9 ottobre scorso la vendita in farmacia dei medicinali derivati dalla marijuana, la cui commercializzazione sarà tuttavia sottoposta a severi controlli. In particolare, per l'acquisto servirà la ricetta di uno specialista; fino ad oggi la vendita di tali medicinali era vietata e se necessario occorreva chiedere alle autorità sanitarie un permesso di importazione; permesso concesso finora solo nel caso di un unico prodotto, utilizzato per alleviare i sintomi di malattie quali l'epilessia o alcuni tipi di tumore. Attualmente la cannabis è considerata in Cile una droga pesante, il cui spaccio e consumo è passibile di condanna penale; una legge per permettere l'uso a fini terapeutici e ricreativi della cannabis è in discussione in Parlamento.
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