Domenica 7 giugno 2026
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Cannabis terapeutica. La legge della Regione Veneto per pochi 'fortunati'... Appello

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Ha avuto vasta risonanza negli ultimi giorni la notizia che la regione Toscana ha introdotto, prima in Italia, la rimborsabilità dei farmaci derivati dalla Cannabis. La legge regionale, promulgata due anni fa, ha ottenuto le delibere attuative che non prevedono limiti né sul tipo di patologie né per quanto riguarda la specializzazione del medico che prescrive. Ogni specialista, cioè, può decidere “in scienza e coscienza” se il suo paziente può essere curato con questi farmaci. Successivamente anche il medico di famiglia potrà continuare la prescrizione. Tale legge è stata accolta con grande soddisfazione sia dai medici che si interessano di questo tipo di terapia, sia dal mondo dei malati, in quanto mette a disposizione di chi soffre un ulteriore strumento di lotta al dolore.
E in Veneto cosa succede?
La regione Veneto fu la seconda, dopo la Toscana, a dotarsi di una legge sull’uso dei derivati cannabinoidi, fin dall’ottobre del 2012. Tale legge fu votata all’unanimità in maniera bipartisan, e presentata con grande clamore. Poi è rimasta lettera morta, in assenza di decreti attuativi e nonostante i ripetuti solleciti di medici e malati. Ora abbiamo saputo solo in maniera fortuita e per vie traverse che una “commissione tecnica”, non si sa bene da chi composta, ha stabilito le modalità attuative, subito recepite dalla Regione.
Ebbene, le regole prevedono la rimborsabilità esclusivamente PER GLI SPASMI DA LESIONE DEL MIDOLLO, SOLO DOPO AVER PROVATO TUTTI GLI ALTRI POSSIBILI FARMACI, E SOLO SU PRESCRIZIONE DI SPECIALISTI NEUROLOGI IDENTIFICATI!
Non a caso la delibera prevede che il provvedimento riguarderà solo una trentina di pazienti!
Sono stati lasciati fuori tutti i malati con dolore neuropatico, con nausea e vomito da chemioterapia, con AIDS, con fibromialgia, con epilessia farmaco-resistente, e con tutte quelle patologie che potenzialmente possono rispondere ai cannabinoidi. Una decisione presa senza consultare le associazioni di medici e pazienti che della legge si erano fatte promotrici, e che ne tradisce completamente lo spirito. Non sono state nemmeno sentite le società scientifiche che si occupano di tali malattie: è paradossale che il 12 e 13 gennaio scorso si sia svolto a Venezia l’annuale congresso di neuro- modulazione del dolore, ove una sessione è stata dedicata ai farmaci cannabinoidi, e nessuno degli specialisti presenti ne era al corrente! Una decisione basata su una rassegna della letteratura medica, tralasciando dati fondamentali, quali le linee guida europee sul dolore neuropatico, o recentissimi lavori internazionali (es. Boychuk DG et al, J Oral Facial Pain Headache 2015, Kahan M et al, Can Fam Physician 2014, Moulin DE et al, Pain Res Manag 2014). Non si è tenuto conto delle esperienze ormai maturate anche in Italia, ad esempio presso il centro di Terapia del dolore di Pisa, ove in poco più di un anno sono stati trattati circa cinquecento malati, con cefalea, fibromialgia, insonnia senile e altre patologie. Non è stato tenuto in considerazione nemmeno il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che recentemente ha affermato:” E’ la risposta ai pazienti con patologie gravi come Sla, sindrome di Tourette e sclerosi multipla.” Il sito del Ministero ricorda ancora che tali farmaci verranno impiegati nella terapia del dolore: ma un altro paradosso sarà che un medico veneto di un centro di terapia del dolore potrà, ad esempio ad un paziente con dolore neuropatico, inserire sotto la pelle con un intervento chirurgico uno stimolatore in grado di dare impulsi elettrici direttamente al midollo spinale, con una procedura invasiva, non scevra di complicanze ed effetti collaterali, e peraltro molto costosa, ma rimborsata dalla regione, mentre allo stesso paziente un estratto di cannabis non sarà concesso (a meno che il malato non se lo paghi).
Si dirà che si è voluto ottemperare le regole di farmaco-economia; cioè, in pratica, che si è voluto risparmiare. Allora lo si dica chiaramente, senza addurre come scusante qualche lavoro scientifico. Perché tanto valeva utilizzare criteri come la dichiarazione dei redditi dei malati. Malati che si vedranno negare un farmaco, che qualche altro malato a centotrenta chilometri di distanza potrà ricevere senza problemi.
Auspichiamo quindi che si corregga immediatamente questa delibera, la cui introduzione appare intollerabile: perché “nulla è così facilmente sopportabile come il dolore degli altri”.
Sottoscrivono il presente documento :
1) Associazione per la Cannabis Terapeutica (ACT), sede legale: studio Campanelli/Averni via Dardanelli 37, 00195 Roma.
2) dr Paola Bassetto, Medico di Medicina Generale, Venezia.
3) Giorgio Bignami, già dirigente di ricerca in psicofarmacologia presso l'Istituto superiore di sanità, Roma. Ex Presidente dell'Associazione Forum Droghe.
4) Nicola Cacciani, Senior Researcher, Department of Physiology and Pharmacology, Karolinska Institutet, Stoccolma, Svezia.
5) Francesco Crestani, Servizio di Terapia del Dolore e Cure Palliative, U.O. Anestesia e Rianimazione, ULS 18 Rovigo-Trecenta. Presidente Associazione Cannabis Terapeutica.
6) Mario Dauri, Professore Associato, Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina Translazionale, Cattedra di Anestesia e Rianimazione, Università di Roma Tor Vergata.
7) Dr. Sandro Fabbro, Medico Chirurgo, Odontoiatra, Moruzzo, Udine.
8) Prof. Enrico Facco, Cattedra di Anestesia Generale e Speciale Odontostomatologica, Dipartimento di Neuroscienze - Università di Padova.
9) Stefano Ferretti, Medico Chirurgo, Specialista in anestesia e rianimazione, U.V.T.A (Unità Valutazione Technology Assessment), Azienda Ospedaliera di Padova.
10) Gianpaolo Grassi, Primo ricercatore del Consiglio per le Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca per le Colture Industriali, CRA-CIN, Rovigo.
11) Franjo Grotenhermen, M.D. Executive Director, International Association for Cannabinoid Medicines (IACM), Am Mildenweg 6 D-59602 Ruethen, Germany.
12) Dr. Marco Leonti, Dipartimento di Scienze Biomediche, Università di Cagliari.
13) Giovanni Marsicano VD, PhD, NeuroCentre Magendie, U862 INSERM Université Bordeaux, Group "Endocannabinoids and Neuroadaptation", 146, rue Léo Saignat, Bordeaux.
14) Dott Giorgio Mariot, Direttore UOSD Terapia Antalgica ULSS 5 Regione Veneto.
15) Dr. Giovanni Maria Pittoni, Direttore Sanitario ULSS 2 Regione Veneto; Direttore dell’UOC di Anestesia e Rianimazione del complesso ospedaliero Azienda- Università di Padova.
16) Dr. Luigi Romano, Cannabis Biologist, Associate Member of the International Association for Cannabinoids Medicine.
17) Roberto Saia, Medico Chirurgo, Libero Professionista, Specialista in Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica, Odontostomatologia. Membro del Comitato Ospedale Senza Dolore (C.O.S.D.) dell'Azienda Ospedale-Università, Padova.
18) Nunzio Santalucia, medico specialista in tossicologia, Servizio Tossicodipendenze, Pisa; socio fondatore di Forum Droghe,?del Centro Culturale Canapa e dell’Associazione Canapa Terapeutica.
19) Leonardo Trentin, Direttore UO Terapia del Dolore e Cure Palliative, Istituto Oncologico Veneto, IRCCS, Via Gattamelata, 64, 35128 Padova.
20) Gastone Zanette, Ricercatore in Anestesiologia, Dipartimento di Neuroscienze, Università di Padova.
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