Cannabis terapeutica. Ministro Lorenzin disponibile ma contro liberalizzazione
Apertura per l'uso terapeutico della cannabis, ma assolutamente contraria a liberalizzazione tout court. E' la posizione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, espressa in un messaggio inviato al convegno sulla cannabis promosso dalle associazioni 'A buon diritto' e 'Luca Coscioni', ieri a Roma. Lorenzin ha sottolineato che la questione della cannabis "puo' essere affrontata da due distinti punti di vista: quello farmacologico e quello di semplice consumo". Da un punto di vista "strettamente farmacologico - in particolare - mi preme ribadire, come più volte affermato, che non sollevo alcun problema al suo uso in modalità terapeutica e di conseguenza, non nutro alcun dubbio sul suo effetto curativo. Da qui però ad arrivare ad altro, la strada è molto lunga anche perché nel nostro Paese, intorno al suo uso, da decenni, si combatte una battaglia sul piano culturale". "Quello che però mi dispiace - continua Lorenzin - è che intorno a questi argomenti non si riesca ad aprire un dibattito di stampo realmente laico senza essere trascinati a concentrare la discussione sulla questione 'liberalizzazione si' liberalizzazione no', su cui sono assolutamente contraria. Per questa ragione non riesco ancora a comprendere come sia possibile parlare di liberalizzazione tout court. Ritengo che questi siano messaggi negativi anche sul piano culturale. Rischiamo di far passare un'idea di sottovalutazione del problema o peggio di normalizzazione". Nonostante l'introduzione dei farmaci cannabinoidi per la terapia dei sintomi di alcune patologie, "nel 2013 poco piu' di sessanta pazienti in Italia hanno avuto accesso a tali medicinali, attraverso il Servizio sanitario nazionale". Lo ha ricordato, citando dati del ministero della Salute, il segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, nel corso del suo intervento al convegno "La cannabis fa bene, la cannabis fa male" ieri a Roma. Un dato cosi' ridotto, ha proseguito Gallo, e' dovuto alla "mancanza di conoscenza da parte dei medici, a procedure di prescrizione lunghe e farraginose e a una sostanziale assenza di cultura e informazione riguardo - ha concluso - ai benefici dell'utilizzo terapeutico della cannabis".
"L'Istituto farmaceutico militare ha le potenzialita' per effettuare la produzione controllata dei farmaci cannabinoidi". Lo ha annunciato il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, intervenendo al convegno. "Ovviamente - ha chiarito - si tratta di una potenzialita' non immediata ma che che puo' essere sviluppata in un arco temporale medio-breve, 12-18 mesi, grazie al fatto che l'Istituto gia' collabora con l'Aifa, specialmente per quanto riguarda le malattie rare e i farmaci orfani". Il sottosegretario ha tenuto tuttavia a chiarire che"e' compito del ministero della Salute autorizzare la produzione, dopo aver analizzato la situazione ed esaminato le molteplici sfaccettature di questa problematica, e - ha concluso - decidere se avvalersi della collaborazione dell'Istituto farmaceutico militare".
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