Cannabis terapeutica. Il plauso dei Radicali al Governo
"Avendo la fedina penale sporchissima per le mie disobbedienze civili, plaudo alla decisione del Governo di rispettare quanto deciso dalla Regione Abruzzo sull'uso terapeutico della marjuana. Ora pero', poiche' la mia lotta prosegue - e attendo ancora a questo proposito di essere arrestata come capita a tanti poveri cristi in Italia colti in flagranza di reato con le loro piantine sul terrazzo - vorrei capire il motivo per il quale nel nostro Paese si sia costretti ad importare dall'estero, a carissimo prezzo, i farmaci relativi". Lo ha detto Rita Bernardini, Segretario di Radicali Italiani. Il Bedrocan, che importiamo dall'Olanda, continua Bernardini, "non e' vietato in Italia. Solo che per averlo i malati devono sottoporsi alle interminabili trafile delle ASL (sono poche decine coloro che se lo vedono prescrivere) o, se riescono ad ottenere la prescrizione da un medico di base (e c'e' ancora molta poca informazione che circola fra la classe medica) si scopre che in farmacia, il rimedio costa 35 euro al grammo. Come puo' sopportare una spesa del genere un malato di sclerosi multipla che ha bisogno di 2 o 3 grammi al giorno? La strada sarebbe semplice se non fossimo in Italia, dove ci sono le competenze scientifiche ma c'e' l'ossessione della marijuana: la soluzione e' coltivarla e produrla. E consentire - previa autorizzazione - l'autocoltivazione da parte di Cannabis Sociale Club di malati come quello, coraggiosissimo, di Racale, di cui sono felice di essere Presidente onoraria. La relativa proposta di legge e' gia' depositata alla Camera e porta la firma dell'on Sandro Gozi, attuale sottosegretario con delega agli affari europei".Infine, si legge ancora nella nota dell'esponente radicale, "e' solo il caso di ricordare che noi radicali con in prima fila Marco Pannella ci battiamo da sempre per la legalizzazione delle sostanze stupefacenti, in primis della marijuana. Ci rivolgiamo cosi' anche alle tante belle anime che con il loro proibizionismo preferiscono lasciare milioni di persone, molte delle quali giovanissime, in balia dei narcotrafficanti e delle mafie, mentre con la regolamentazione di un fenomeno sociale diffusissimo si potrebbero fare efficaci campagne di informazione sui rischi di abuso, come avviene per tabacco e alcol droghe legali molto piu' pericolose della marijuana. Toglieremmo cosi' anche un lucroso business alla criminalita' organizzata, oggi monopolista del settore".
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