Cannabis terapeutica versus infiammazioni intestinali
La rilevanza e l'incidenza delle malattie intestinali (IBD) sono aumentate negli ultimi 50 anni e le attuali terapie sono caratterizzate da gravi effetti collaterali, rendendo essenziale lo sviluppo di nuove strategie che combinino efficacia e sicurezza nella gestione delle IBD umane. I prodotti a base di erbe sono molto considerati nella ricerca per scoprire nuovi approcci per la terapia e, tra gli altri, la Cannabis sativa è stata tradizionalmente utilizzata per secoli come rimedio analgesico e antinfiammatorio anche in diversi disturbi gastrointestinali.Questo studio, condotto da ricercatori di varie università italiane, ha indagato gli effetti di diversi composti isolati di cannabis sativa in un modello in vitro di epitelio intestinale. La capacità dei trattamenti di modulare i marker delle disfunzioni intestinali è stata testata su monostrati di cellule intestinali Caco-2.
I risultati, ottenuti dalla valutazione della produzione di ROS, dalle misurazioni della permeabilità paracellulare e TEER e dalla valutazione delle giunzioni strette, mostrano che il cannabidiolo è il composto più promettente contro le condizioni infiammatorie intestinali. Il cannabidiolo è in grado di inibire la produzione di ROS e ripristinare la permeabilità epiteliale durante condizioni di stress infiammatorio e ossidativo, suggerendo la sua possibile applicazione come coadiuvante nella gestione delle MICI.
Per approfondimenti: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphar.2021.641210/full
(Frontiers in Pharmacology del 28/04/2021)
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