Canone di concessione non dovuto: rimborso in vista per Telecom
Nel 1998 Telecom Italia non avrebbe dovuto pagare allo Stato alcun canone di concessione: questa, in sintesi, l'opinione espressa oggi dall'avvocato generale della Corte di giustizia del Lussemburgo. I giudici comunitari sono stati chiamati a pronunciarsi dal Tar del Lazio sulla causa che Telecom Italia ha avviato per ottenere il rimborso di quanto versato a titolo di canone per il 1998, ovvero 385,8 milioni di euro piu' interessi. In attesa del pronunciamento definitivo dei giudici comunitari, dopo aver esaminato di atti del ricorso l'avvocato generale della Corte di Giustizia delle comunita' europee del Lussemburgo, Damaso Ruiz-Jarabo Colomer, ha riconosciuto che 'Telecom Italia ha ragione' a sostenere che dal primo gennaio 1998, non essendo piu' l'unica prestatrice di servizi di telecomunicazione in Italia, e' decaduto anche 'l'obbligo di pagare allo Stato un canone di concessione'. E alla luce dell'applicazione delle norme comunitarie che hanno introdotto la liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni conclude proponendo alla Corte di rispondere alla questione posta dal Tar del Lazio rilevando che la direttiva europea del 10 aprile 1997 sulle autorizzazioni e le licenze nel settore 'osta a che gli stati membri applichino fino al 31 dicembre 1998 a un ex concessionario in esclusiva o titolari di diritti speciali ormai estinti, diritti e oneri diversi' da quelli relativi ai costi amministrativi del rilascio. Nelle sue conclusioni lo stesso avvocato generale ricorda anche che 'gli Stati membri dovevano adeguare il loro ordinamento giuridico alla direttiva prima del 31 dicembre 1997' e che 'non risulta' che al primo gennaio 1998 Telecom Italia, impresa gia' monopolista in Italia, 'detenesse una posizione dominante rispetto alle proprie concorrenti'.
La Corte di giustizia dell'Ue, si ricorda in una nota diffusa da Lussemburgo, e' gia' intervenuta piu' volte su cause analoghe a quella di Telecom Italia ribadendo sempre il principio stabilito dall'articolo 11 della direttiva dell'aprile '97, ovvero 'che gli oneri imposti alle imprese titolari di licenze individuali di telecomunicazione devono essere tutti e solo destinati a coprire le spese amministrative'.
La Corte di giustizia dell'Ue, si ricorda in una nota diffusa da Lussemburgo, e' gia' intervenuta piu' volte su cause analoghe a quella di Telecom Italia ribadendo sempre il principio stabilito dall'articolo 11 della direttiva dell'aprile '97, ovvero 'che gli oneri imposti alle imprese titolari di licenze individuali di telecomunicazione devono essere tutti e solo destinati a coprire le spese amministrative'.
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