Caos Lampedusa, il Cpa al collasso
Le tragedie del mare come quella avvenuta lunedi' davanti al litorale di Tunisi, con 26 dispersi nel naufragio di un barcone, non sembrano rallentare il flusso dei migranti dalle coste nordafricane verso quelle siciliane. E nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa, dopo la decisione di bloccare i trasferimenti verso altri Centri, la situazione ha raggiunto il livello di guardia con oltre 1.800 presenze. Nelle ultime ore si sono infatti registrati altri due maxi sbarchi. Il primo e' quello che interessa Lampedusa, dove in nottata sono approdate altre 220 persone, tra cui sette donne e 28 minori. La seconda 'carretta', con 228 extracomunitari, tra cui 34 donne e un bimbo di pochi mesi, e' stata invece soccorsa dalla Guardia Costiera a 30 miglia dalle coste ragusane. Gli immigrati, giunti all'alba nel porto di Pozzallo, sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza realizzato nei locali della ex dogana.
La 'pressione' su Lampedusa ha fatto registrare proteste e polemiche, per il sovraffollamento del Centro di accoglienza che ha una capienza massima di 850 posti letto. 'Siamo seriamente preoccupati: fino a questo momento siamo riusciti a fronteggiare l'emergenza, inventandoci soluzioni provvisorie come l'utilizzo di tende e altri ripari di fortuna. Ma se ci si saranno altri arrivi, allora non sapremo piu' dove metterli', ammette Cono Galipo', amministratore delegato della cooperativa che gestisce il Cpa. Un sovraffollamento legato alla decisione del ministro dell'Interno Roberto Maroni, di trattenere sull'isola gli immigrati sbarcati in queste ultime settimane, in attesa della loro identificazione e del rimpatrio immediato.
Il 'giro di vite' del Viminale, che intende rimpatriare i clandestini direttamente da Lampedusa, ha suscitato reazioni di segno opposto. Un gruppo di abitanti, riuniti nel comitato Sos Lampedusa, ha organizzato un presidio permanente davanti al Centro di contrada Imbriacola per contestare la direttiva annunciata da Maroni dieci giorni fa, all'indomani della sua visita sull'isola. Dagli altoparlanti piazzati sul tetto di un'auto viene diffusa a tutto volume musica di alcuni artisti arabi. Sugli striscioni si legge tra l'altro: 'Presidente Napolitano ci aiuti'; 'Se lo Stato vuole lo scontro, eccolo'.
C'e' perfino un manifesto con la scritta 'Allah e' grande'.
Una protesta che irrita la pasionaria della Lega Angela Maraventano, vice sindaco di Lampedusa e senatore del Carroccio, aprendo una spaccatura all'interno della giunta di centro destra: 'Queste manifestazioni - tuona - sono fomentate dal sindaco. Si tratta di una strumentalizzazione politica di cui dovrebbe vergognarsi. Io sto con Maroni. Se davvero si vuole bloccare il fenomeno dell'immigrazione clandestina questa e' l'unica strategia da adottare'. Secca la risposta di De Rubeis: 'Si prepari ad andare a casa perche' le tolgo la delega. Forse dimentica che il sindaco sono io'. Ed aggiunge: 'Lampedusa non puo' diventare una caserma a cielo aperto. Quanti ne devono arrivare ancora perche' il governo intervenga? Duemila, tremila o seimila, come l'intera popolazione dell'isola?'.
E mentre il Viminale annuncia l'invio a Lampedusa di una 'task force' per verificare la situazione, l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, attraverso il suo portavoce in Italia Laura Boldrini, manifesta preoccupazione 'sia per il futuro, con il prevedibile arrivo di altri migranti, sia per la temporanea sospensione di alcune garanzie previste dalla legge nei confronti dei richiedenti asilo'.
C'e' poi da registrare la posizione del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, secondo cui 'l'immigrazione clandestina via mare costituisce solo il 15% del fenomeno e quindi se anche cessassero completamente gli sbarchi a Lampedusa avremmo risolto solo una parte del problema'. L'85% dei clandestini, sottolinea, 'arriva infatti in altri modi, a partire dai visti turistici'.
La 'pressione' su Lampedusa ha fatto registrare proteste e polemiche, per il sovraffollamento del Centro di accoglienza che ha una capienza massima di 850 posti letto. 'Siamo seriamente preoccupati: fino a questo momento siamo riusciti a fronteggiare l'emergenza, inventandoci soluzioni provvisorie come l'utilizzo di tende e altri ripari di fortuna. Ma se ci si saranno altri arrivi, allora non sapremo piu' dove metterli', ammette Cono Galipo', amministratore delegato della cooperativa che gestisce il Cpa. Un sovraffollamento legato alla decisione del ministro dell'Interno Roberto Maroni, di trattenere sull'isola gli immigrati sbarcati in queste ultime settimane, in attesa della loro identificazione e del rimpatrio immediato.
Il 'giro di vite' del Viminale, che intende rimpatriare i clandestini direttamente da Lampedusa, ha suscitato reazioni di segno opposto. Un gruppo di abitanti, riuniti nel comitato Sos Lampedusa, ha organizzato un presidio permanente davanti al Centro di contrada Imbriacola per contestare la direttiva annunciata da Maroni dieci giorni fa, all'indomani della sua visita sull'isola. Dagli altoparlanti piazzati sul tetto di un'auto viene diffusa a tutto volume musica di alcuni artisti arabi. Sugli striscioni si legge tra l'altro: 'Presidente Napolitano ci aiuti'; 'Se lo Stato vuole lo scontro, eccolo'.
C'e' perfino un manifesto con la scritta 'Allah e' grande'.
Una protesta che irrita la pasionaria della Lega Angela Maraventano, vice sindaco di Lampedusa e senatore del Carroccio, aprendo una spaccatura all'interno della giunta di centro destra: 'Queste manifestazioni - tuona - sono fomentate dal sindaco. Si tratta di una strumentalizzazione politica di cui dovrebbe vergognarsi. Io sto con Maroni. Se davvero si vuole bloccare il fenomeno dell'immigrazione clandestina questa e' l'unica strategia da adottare'. Secca la risposta di De Rubeis: 'Si prepari ad andare a casa perche' le tolgo la delega. Forse dimentica che il sindaco sono io'. Ed aggiunge: 'Lampedusa non puo' diventare una caserma a cielo aperto. Quanti ne devono arrivare ancora perche' il governo intervenga? Duemila, tremila o seimila, come l'intera popolazione dell'isola?'.
E mentre il Viminale annuncia l'invio a Lampedusa di una 'task force' per verificare la situazione, l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, attraverso il suo portavoce in Italia Laura Boldrini, manifesta preoccupazione 'sia per il futuro, con il prevedibile arrivo di altri migranti, sia per la temporanea sospensione di alcune garanzie previste dalla legge nei confronti dei richiedenti asilo'.
C'e' poi da registrare la posizione del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, secondo cui 'l'immigrazione clandestina via mare costituisce solo il 15% del fenomeno e quindi se anche cessassero completamente gli sbarchi a Lampedusa avremmo risolto solo una parte del problema'. L'85% dei clandestini, sottolinea, 'arriva infatti in altri modi, a partire dai visti turistici'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti