Caos Lampedusa. Il Cpa fugge in massa, e Maroni da' la colpa alla 'sinistra'
I 1.300 immigrati ospiti del Centro di prima accoglienza di Lampedusa questa mattina alle 10 hanno forzato i cancelli d'ingresso e sono fuggiti in massa formando un corteo di protesta contro il trattamento loro riservato. La fuga di massa arriva il giorno dopo lo sciopero generale degli abitanti dell'isola contro la realizzazione, decisa dal ministro dell'interno Maroni, di un centro di identificazione ed espulsione degli immigrati.
Gli immigrati, in fuga sotto il controllo diciamo vigile delle forze dell'ordine che hanno evitato scontri, si sono diretti, raccontano le cronache, nella piazza del Municipio di Lampedusa gridando slogan "Libertà, aiutateci", tra gli applausi degli isolani.
Gli extracomunitari - riferisce il Corriere.it - lamentano l'eccessiva lunghezza della loro detenzione e le difficili condizioni in cui sono costretti a vivere all'interno del centro e chiedono di poter abbandonare la struttura, di essere trasferiti nei Cpt di Brindisi e di poter raggiungere le loro famiglie, molte delle quali sono in Francia, in Germania e nel Nord Italia.
Gli immigrati, in fuga sotto il controllo diciamo vigile delle forze dell'ordine che hanno evitato scontri, si sono diretti, raccontano le cronache, nella piazza del Municipio di Lampedusa gridando slogan "Libertà, aiutateci", tra gli applausi degli isolani.
Gli extracomunitari - riferisce il Corriere.it - lamentano l'eccessiva lunghezza della loro detenzione e le difficili condizioni in cui sono costretti a vivere all'interno del centro e chiedono di poter abbandonare la struttura, di essere trasferiti nei Cpt di Brindisi e di poter raggiungere le loro famiglie, molte delle quali sono in Francia, in Germania e nel Nord Italia.
MARONI DA' LA COLPA ALLA SINISTRA
''Chi ha aizzato'' gli immigrati in rivolta a Lampedusa ''se ne assumera' le responsabilita' anche se penali'', ''non esiste una emergenza'' nell'isola e il governo non ha intenzione di cedere, gli immigrati ''resteranno a Lampedusa fino al rimpatrio''. E' quanto afferma in un'intervista al 'Corriere della Sera' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che all'opposizione dice: ''La campagna elettorale e' finita. Se davvero hanno a cuore la sicurezza dei cittadini, votino con noi il provvedimento che e' all'esame del Parlamento''.
In risposta a dichiarazioni su Lampedusa del vice segretario Pd, Dario Franceschini, il ministro leghista replica: ''Questa sinistra che va giu' a sobillare gli animi degli stranieri e a stringere la mano al sindaco, e' la stessa che lo defini' xenofobo quando disse che non voleva gente di colore perche' puzza. E' un atteggiamento di violenta strumentalizzazione''.
Maroni interviene anche sulla possibilita' di inviare altre migliaia di soldati nelle citta', sostenendo che: ''sono i sindaci a chiederli, li accontenteremo'', mentre per quanto riguarda la concessione di arresti domiciliari all'uomo che ha stuprato una donna a Roma la notte di Capodanno, il ministro leghista parla di ''decisione sbagliata'' e assicura che saranno prese misure. Sul fronte della lotta all'immigrazione clandestina, Maroni conferma che martedi' sara' in Tunisia per ''definire i termini per ottenere rimpatri diretti anche li'''.
''Sono cento le citta' italiane da pattugliare'', con ''richieste che arrivano soprattutto dai Comuni del Nord Italia, forse per una maggiore presenza di immigrati clandestini'', e l'esercito puo' essere pronto a presidiarle ''in sei mesi''. Lo afferma in un'intervista al Giornale il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che sottolinea l'efficacia della deterrenza: ''Avere soldati nelle strade ha un effetto molto importante''.
Il ministro annuncia che ''a fine mese le linee guida del progetto'' verranno presentate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. A chi sostiene che i soldati non siano addestrati per operare nelle citta', la Russa replica che ''l'addestramento si risolve in un mese'' poiche' ''abbiamo i migliori formatori del mondo: i nostri carabinieri''.
Sull'uscita in massa dal Centro di prima accoglienza per immigrati a Lampedusa, il ministro osserva che ''la situazione e' drammatica ma non si puo' usare la violenza''. (Ansa).
''Chi ha aizzato'' gli immigrati in rivolta a Lampedusa ''se ne assumera' le responsabilita' anche se penali'', ''non esiste una emergenza'' nell'isola e il governo non ha intenzione di cedere, gli immigrati ''resteranno a Lampedusa fino al rimpatrio''. E' quanto afferma in un'intervista al 'Corriere della Sera' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che all'opposizione dice: ''La campagna elettorale e' finita. Se davvero hanno a cuore la sicurezza dei cittadini, votino con noi il provvedimento che e' all'esame del Parlamento''.
In risposta a dichiarazioni su Lampedusa del vice segretario Pd, Dario Franceschini, il ministro leghista replica: ''Questa sinistra che va giu' a sobillare gli animi degli stranieri e a stringere la mano al sindaco, e' la stessa che lo defini' xenofobo quando disse che non voleva gente di colore perche' puzza. E' un atteggiamento di violenta strumentalizzazione''.
Maroni interviene anche sulla possibilita' di inviare altre migliaia di soldati nelle citta', sostenendo che: ''sono i sindaci a chiederli, li accontenteremo'', mentre per quanto riguarda la concessione di arresti domiciliari all'uomo che ha stuprato una donna a Roma la notte di Capodanno, il ministro leghista parla di ''decisione sbagliata'' e assicura che saranno prese misure. Sul fronte della lotta all'immigrazione clandestina, Maroni conferma che martedi' sara' in Tunisia per ''definire i termini per ottenere rimpatri diretti anche li'''.
''Sono cento le citta' italiane da pattugliare'', con ''richieste che arrivano soprattutto dai Comuni del Nord Italia, forse per una maggiore presenza di immigrati clandestini'', e l'esercito puo' essere pronto a presidiarle ''in sei mesi''. Lo afferma in un'intervista al Giornale il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che sottolinea l'efficacia della deterrenza: ''Avere soldati nelle strade ha un effetto molto importante''.
Il ministro annuncia che ''a fine mese le linee guida del progetto'' verranno presentate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. A chi sostiene che i soldati non siano addestrati per operare nelle citta', la Russa replica che ''l'addestramento si risolve in un mese'' poiche' ''abbiamo i migliori formatori del mondo: i nostri carabinieri''.
Sull'uscita in massa dal Centro di prima accoglienza per immigrati a Lampedusa, il ministro osserva che ''la situazione e' drammatica ma non si puo' usare la violenza''. (Ansa).
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