Caos a Lampedusa dopo decisione Maroni di bloccare trasferimenti
Lampedusa: scontri tra immigrati, Maroni punta sulla base Loran
--IL VELINO SERA-- Roma, 12 GEN (Velino) - Risse e scontri al centro di soccorso e prima accoglienza di Lampedusa si susseguono da qualche giorno, ma da ieri mattina la tensione e' altissima e un gruppo di nigeriani non intende rientrare nelle camerate nonostante i ripetuti inviti delle forze di polizia e dei militari dell'aeronautica che presidiano il centro. Da quando gli immigrati clandestini hanno saputo che da Lampedusa difficilmente saranno trasferiti nei centri di identificazione ed espulsione della penisola, da dove e' sempre stato molto facile fuggire e far perdere le proprie tracce, il clima e' diventato pesante, sono scoppiate violente risse soprattutto fra tunisini (in trecento ospiti del centro) e nigeriani. Gli "ospiti" non gradiscono la decisione del ministro dell'Interno Roberto Maroni di non consentire piu' i "trasferimenti", e cio' dopo che le forze di polizia, e anche i servizi segreti, hanno scoperto che gli scafisti accelerano gli sbarchi ogni qualvolta il centro di Lampedusa e' pieno, per far si' che quanti vi sono ospiti grazie all'emergenza vengano cosi' trasferiti nei centri sparsi nel nostro Paese. Da una settimana, invece, chi arriva resta nell'isola e cio' anche se le strutture ormai ospitano quasi 1400 immigrati, 500 in piu' di quanti potrebbe ospitarne.
Maroni avrebbe gia' pronta una soluzione: creare un centro di identificazione ed espulsione nell'isola, utilizzando la grande base semiabbandonata di radionavigazione Loran, gia' degli americani, ed oggi usata alternativamente, grazie a tre Radar, come ponte radio. Si trova in una zona non abitata e nei vasti capannoni da ristrutturare ci sarebbe spazio per centinaia di persone.
Sarebbe l'unica alternativa, altre soluzione Lampedusa non ne offre e questa sembra a portata di mano. Intanto l'isola si divide sulle proteste avanzate dal sindaco dell'Mpa, Dino De Rubeis, contro la creazione di un centro di espulsione. Gli immigrati, infatti, sono diventati anche una grossa fonte di lavoro, soprattutto in inverno quando Lampedusa si spopola, che da' reddito a centinaia di persone e consente di tenere aperti alberghi e ristoranti che altrimenti sarebbero chiusi per almeno sette mesi. Se la base Loran, invece, sara' riattivata, si conta che almeno altre cento persone troveranno lavoro quasi stabile e consentira' al Viminale di espellere i "clandestini" (tunisini e marocchini, soprattutto) direttamente dall'isola.
--IL VELINO SERA-- Roma, 12 GEN (Velino) - Risse e scontri al centro di soccorso e prima accoglienza di Lampedusa si susseguono da qualche giorno, ma da ieri mattina la tensione e' altissima e un gruppo di nigeriani non intende rientrare nelle camerate nonostante i ripetuti inviti delle forze di polizia e dei militari dell'aeronautica che presidiano il centro. Da quando gli immigrati clandestini hanno saputo che da Lampedusa difficilmente saranno trasferiti nei centri di identificazione ed espulsione della penisola, da dove e' sempre stato molto facile fuggire e far perdere le proprie tracce, il clima e' diventato pesante, sono scoppiate violente risse soprattutto fra tunisini (in trecento ospiti del centro) e nigeriani. Gli "ospiti" non gradiscono la decisione del ministro dell'Interno Roberto Maroni di non consentire piu' i "trasferimenti", e cio' dopo che le forze di polizia, e anche i servizi segreti, hanno scoperto che gli scafisti accelerano gli sbarchi ogni qualvolta il centro di Lampedusa e' pieno, per far si' che quanti vi sono ospiti grazie all'emergenza vengano cosi' trasferiti nei centri sparsi nel nostro Paese. Da una settimana, invece, chi arriva resta nell'isola e cio' anche se le strutture ormai ospitano quasi 1400 immigrati, 500 in piu' di quanti potrebbe ospitarne.
Maroni avrebbe gia' pronta una soluzione: creare un centro di identificazione ed espulsione nell'isola, utilizzando la grande base semiabbandonata di radionavigazione Loran, gia' degli americani, ed oggi usata alternativamente, grazie a tre Radar, come ponte radio. Si trova in una zona non abitata e nei vasti capannoni da ristrutturare ci sarebbe spazio per centinaia di persone.
Sarebbe l'unica alternativa, altre soluzione Lampedusa non ne offre e questa sembra a portata di mano. Intanto l'isola si divide sulle proteste avanzate dal sindaco dell'Mpa, Dino De Rubeis, contro la creazione di un centro di espulsione. Gli immigrati, infatti, sono diventati anche una grossa fonte di lavoro, soprattutto in inverno quando Lampedusa si spopola, che da' reddito a centinaia di persone e consente di tenere aperti alberghi e ristoranti che altrimenti sarebbero chiusi per almeno sette mesi. Se la base Loran, invece, sara' riattivata, si conta che almeno altre cento persone troveranno lavoro quasi stabile e consentira' al Viminale di espellere i "clandestini" (tunisini e marocchini, soprattutto) direttamente dall'isola.
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