Venerdì 5 giugno 2026
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Cappato scrive a Turco: associazione Coscioni pronta ad aiutare Nuvoli

U.E. - ITALIA
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Marco Cappato, segretario dell'associazione Coscioni ed europarlamentare radicale, chiede l'intervento delle istituzioni sul caso di Giovanni Nuvoli, l'ex arbitro di 53 anni di Alghero (Sassari), malato da sei anni di Sclerosi laterale amiotrofica, che chiede di morire. In una lettera aperta al ministro della Salute Livia Turco, al presidente della Commissione Igiene e sanita' del Senato Ignazio Marino e al presidente della Commissione Affari sociali della Camera Mimmo Luca', Cappato afferma che l'associazione Coscioni e' pronta ad assumersi la responsabilita' di aiutare Nuvoli a perseguire la propria volonta'.
'Ritenevo che la vostra valutazione potesse essere utile innanzitutto a Giovanni Nuvoli lo ritengo ancora. In attesa di una vostra risposta, vi informo che, come associazione Luca Coscioni, ci assumiamo la responsabilita' di aiutare Nuvoli a realizzare la propria volonta'. Non si tratta, per noi, di scegliere tra la vita e la morte, ma tra il rispetto delle scelte di un uomo giunto alla fine della vita e l'imposizione a quell'uomo di una morte atroce'.

'La drammatica vicenda dell'ex arbitro algherese Giovanni Nuvoli, il malato di Sclerosi laterale amiotrofica, tracheotomizzato e immobilizzato da cinque anni, che ha iniziato lo sciopero della fame, ricade sulla politica e sulla medicina. La prima, nonostante i ripetuti appelli anche del capo dello Stato, e' incapace di assumere una determinazione legislativa per disciplinare la materia. La seconda e' vittima dell'ipocrisia e non vuole riconoscere nel caso specifico un evidente accanimento terapeutico'. Lo afferma in una nota la consigliera regionale della Sardegna Maria Grazia Caligaris (Sdi-RnP). L'esponente socialista ricorda che 'oltre agli articoli 13 e 32 della Costituzione, relativi al diritto inviolabile della liberta' individuale e del paziente di rinunciare alle cure mediche, esiste l'articolo 14 del codice di deontologia medica (1998)'.
'La norma deontologicadefinisce l'accanimento terapeutico 'ostinazione in trattamenti di cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato o un miglioramento della qualita' della vita'. Nel caso di Giovanni Nuvoli non mi sembra che possano esserci dubbi sul fatto che il respiratore artificiale non serva ad altro se non a consentire al paziente di guardare il soffitto della sua stanza'. 'La questione non contrasta neppure con l'atteggiamento assunto dal Comitato Nazionale per la Bioetica (Cnb) di cui fanno parte anche alcuni giuristi. Il Cnb considera in modo critico ogni ipotesi di accanimento terapeutico in quanto allunga il processo irreversibile della morte'.
'Vero e' che si preferisce lasciare soffrire una persona debole e indifesa e senza speranza anziche' accompagnarla con spirito cristiano e senza dolore verso un destino ineluttabile. Le conseguenze delle decisioni assunte da Nuvoli sono chiare a tutti, ai medici e ai politici. Il pudore o l'ipocrisia non cambiano la realta'. Giovanni Nuvoli e' stato condannato alla sofferenza. Si dice infatti che il tempo guarisce le ferite. In questo caso invece sta generando un'irrimediabile cancrena'.
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