Giovedì 11 giugno 2026
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Carceri. Dap si mobilita per ridare un po' di dignità ai detenuti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Piu' chiamate ai figli lontani, alle mogli o ai mariti, per la prima volta contattabili dal carcere anche su apparecchi cellulari; piu' telefonate agli avvocati difensori; piu' visite dei familiari in zone che non siano solo un'angusta aula colloquio ma aree verdi ampliate, sul modello del 'Giardino degli incontri' gia' esistente nel carcere di Firenze-Sollicciano. I sovraffollati penitenziari italiani (67.206 detenuti al 31 marzio scorso contro una capienza regolamentare di 44.236 posti e un limite tollerabile di 66.979) aprono le porte al mondo dell'affettivita'.
Per le 'celle dell'amore', dove poter avere anche rapporti sessuali, auspicate qualche tempo fa anche dal sottosegretario alla Giustizia Elisabetta, bisognera' attendere qualche tempo e, comunque, una modifica normativa 'ad hoc'. Per ora si possono solo interpretare in modo innovativo i regolamenti in vigore. Lo fa il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) che con una circolare diramata dal responsabile della direzione detenuti, Sebastiano Ardita, introduce nuove misure per 'ridurre il disagio' dei detenuti e per limitare il rischio suicidi in cella, su cui frequentemente pesano separazioni e divorzi tra un coniuge detenuto e l'altro fuori dal carcere.
Le nove pagine indirizzate a tutti i direttori penitenziari arrivano proprio il giorno in cui, a Teramo, si e' tolto la vita un altro detenuto, Gianluca Protino, il 22/esimo dall'inizio dell'anno. Una risposta alla 'gravita' dell'attuale situazione' di sovraffollamento - e' scritto nella circolare - non e' rinviabile 'ai futuri prossimi risultati della realizzazione del 'piano carceri'' che il capo del Dap Franco Ionta presto dovra' avviare per aumentare la capienza delle carceri di altri 21mila posti nei prossimi tre anni.
Quattro le principali misure che il Dap nel frattempo intende adottare per una 'umanizzazione della condizione detentiva' e che varranno solo per i detenuti comuni (non quelli in regime di alta sicurezza o in 41 bis). Innanzitutto la creazione di uno staff multidisciplinare che prenda immediatamente in carico i detenuti a maggior rischio suicidio (per lo piú persone che non hanno mai messo piede in carcere, tossicodipendenti o con problemi psichiatrici); staff composto anche da volontari ai quali il Dap da' ora maggiore possibilità di accesso in carcere, 'almeno fino alle ore 18' e non piú solo la mattina. In secondo luogo, piu' contatti con la famiglia e gli avvocati difensori. Nei casi di 'particolare urgenza o rilevanza', in presenza di figli con meno di dieci anni oppure di trasferimento in altro carcere, il detenuto è autorizzato dal direttore a telefonare al proprio difensore 'oltre i limiti numerici previsti dal regolamento'. E ancora: cade il divieto per i 'detenuti comuni di media sicurezza' di fare chiamate dirette a telefoni cellulari di propri familiari nel caso in cui non abbia avuto la possibilità di vederli o contattarli per un periodo di almeno 15 giorni. Infine il Dap indica come di 'fondamentale importanza' l'adozione di 'tutte le misure organizzative possibili per evitare ogni contrazione del funzionamento del servizio colloqui". In via sperimentale, dunque, saranno ampliati 'gli spazi e i momenti di affettività tra i detenuti e i loro congiunti e familiari' (sulla scia di quanto gia' avviene a Solliciano o a Bollate), e saranno anche coinvolti i magistrati di sorveglianza nell'elaborazione di progetti che 'facciano perno sulla valorizzazione dei momenti di affettività per rafforzare percorsi trattamentali'. In futuro, dunque, non e' escluso che i giudici autorizzino permessi 'ad hoc' per far si' che il detenuto trascorra un'intera giornata in famiglia e avverta meno il peso della distanza.
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