Carceri fatiscenti. Ex-ministro Giustizia: va analizzata popolazione e tossicodipendenti
"Per affrontare seriamente il problema carceri, l'analisi vera deve essere condotta sulla popolazione detenuta: su quella italiana, su quella straniera, su quella tossicodipendente indipendentemente dalla sua origine. Se non si riesce a fare questa analisi compiuta delle diverse categorie di detenuti, sara' davvero difficile mettersi a tavolino e affrontare il problema". E' quel che sostiene Francesco Nitto Palma, ex ministro della Giustizia nel governo Berlusconi, intervenendo alla trasmissione Rai 'Radio anch'io'."Il piano carceri non e' andato in porto - ricorda Palma - La questione e' estremamente complessa, anche perche' si scontrano tesi di assoluta morbidezza con tesi di rigore assoluto e non ci si sofferma a ragionare su cosa il carcere deve rappresentare nella risposta punitiva dello Stato. Ogni pena irrogata da una sentenza di condanna deve trovare necessariamente la sua espiazione all'interno del carcere? - si chiede - Se cosi' fosse e adesso e' senz'altro cosi', allora non vi e' assolutamente la possibilita' di risolvere il problema, perche' non si puo' continuare a costruire carceri in ragione dell'evolversi del numero quantitativamente sempre piu' amplificato di detenuti".
Palma premette che "il Pdl ha una sua vocazione garantista e molto attenta ai temi della giustizia. La situazione attuale non e' tollerabile e non puo' essere piu' tollerata. Bisogna intervenire.
Come? Ad esempio - propone - vendendo il carcere romano di 'Regina Coeli': con i soldi ricavati dalla vendita, pari a quasi un miliardo di euro si potrebbe, ragionando per ipotesi, costruire una ventina di strutture carcerarie 'aperte' a bassa sicurezza dove allocare i detenuti non pericolosi".
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