Cardiologi: unire gli sforzi per terapie con staminali
'E' necessario unire gli sforzi' per accelerare le ricerche che promettono di trasformare le cellule staminali in terapie 'ripara-cuore'. 'Se continueremo a polverizzare gli studi su questo fronte, rischiamo di ritardare il raggiungimento di risultati concreti da trasferire nella routine clinica'. Il monito arriva da Aldo Maggioni, direttore del Centro studi Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri), ieri a Monaco di Baviera per il Congresso 2008 della Societa' europea di cardiologia. L'esperto auspica un maggiore coordinamento tra scienziati, per razionalizzare gli investimenti evitando ogni spreco. In cardiologia, e in particolare 'contro lo scompenso cardiaco - spiega lo specialista all'Adnkronos Salute - l'impiego di staminali ha tutto il razionale per poter funzionare bene. I test sugli animali hanno dato risultati incoraggianti, come pure le prime sperimentazione sull'uomo'. Tuttavia, precisa, gli studi sulle cellule 'bambine' 'non hanno alle spalle aziende disposte a investire grandi somme, come accade invece per i nuovi farmaci. Societa' specializzate stanno nascendo solo ultimamente, ma e' fondamentale organizzare la ricerca per ottimizzarne i risultati', ribadisce il medico.
Sempre nella lotta all'insufficienza cardiaca, anche alla luce dei risultati dello studio Gissi-HF presentato ieri ai cardiologi intervenuti al summit tedesco, le future ipotesi di lavoro individuate da Maggioni sono 'fondamentalmente tre'.
Oltre alle staminali, 'l'idea e' quella di non considerare piu' i pazienti con scompenso cardiaco come un 'unicum'. Esistono sottogruppi molto diversi tra loro - sottolinea - che uniscono allo scompenso altre problematiche differenti fra loro. Su queste cercheremo di concentrarci d'ora in poi. La terza via, infine, e' l'uso di device ad hoc come defibrillatori o terapia di risincronizzazione'. Ma la strada vincente, conclude il cardiologo, 'e' seguire il paziente nel tempo', anche quando esce dall'ospedale.
In questo 'la telemedicina puo' avere un grande ruolo, da un lato per aiutare il malato a rispettare meglio le indicazioni del medico e a partecipare piu' attivamente alla terapia, dall'altra per permettere allo specialista di intervenire prima in caso di necessita''.
Sempre nella lotta all'insufficienza cardiaca, anche alla luce dei risultati dello studio Gissi-HF presentato ieri ai cardiologi intervenuti al summit tedesco, le future ipotesi di lavoro individuate da Maggioni sono 'fondamentalmente tre'.
Oltre alle staminali, 'l'idea e' quella di non considerare piu' i pazienti con scompenso cardiaco come un 'unicum'. Esistono sottogruppi molto diversi tra loro - sottolinea - che uniscono allo scompenso altre problematiche differenti fra loro. Su queste cercheremo di concentrarci d'ora in poi. La terza via, infine, e' l'uso di device ad hoc come defibrillatori o terapia di risincronizzazione'. Ma la strada vincente, conclude il cardiologo, 'e' seguire il paziente nel tempo', anche quando esce dall'ospedale.
In questo 'la telemedicina puo' avere un grande ruolo, da un lato per aiutare il malato a rispettare meglio le indicazioni del medico e a partecipare piu' attivamente alla terapia, dall'altra per permettere allo specialista di intervenire prima in caso di necessita''.
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