Caritas: il 71% degli immigrati che commettono reati e' irregolare
Un quinto delle denunce penali, un quarto delle condanne, un terzo della popolazione carceraria è rappresentato da stranieri e tra i giovani, la categoria a piú alto potenziale criminogeno, gli stranieri tra i 15 e i 24 anni sono passati dal 3% al 6%. Ma il 71% degli immigrati che commettono reati e' irregolare: quelli regolari sono stati nel 2006 all'incirca il 6% dei denunciati (uno su cinquanta) cosí come sono il 6% della popolazione residente (fonte ministero dell'Interno). E' quanto si legge nel terzo volume dedicato all'Est Europa dalla Caritas, "Romania, immigrazione e lavoro in Italia".
Il focus sui romeni parte dalla constatazione che l'argomento criminalità ad opera di stranieri in Italia è un "problema serio" e che in particolare i romeni, che sono stati il 12% dei soggiornanti nel 2006, hanno inciso con una percentuale piú alta in diversi reati (omicidi volontari consumati, violenze sessuali, furti di autovetture, furti con strappo, furti in abitazione, furti con destrezza, rapine in esercizi commerciali e rapine in pubblica via, estorsioni). Va peró aggiunto che non di rado le vittime sono parimenti romene.
Comunque, si legge nel dossier, si puó sottolineare che tra i romeni ci sono frange di persone che si comportano male rispetto alla stragrande maggioranza.Anche tra i romeni vi sono le organizzazioni malavitose che si occupano di immigrazione clandestina, tratta degli esseri umani, lavoro nero, traffico di sostanze stupefacenti, contraffazione, clonazione di carte di pagamenti, accattonaggio e sfruttamento di minori e di storpi.
Per alimentare il circuito della prostituzione, le ragazze vengono reclutate con violenza nelle zone piú povere della Romania: si tratterebbe, tra le romene e quelle di altre nazionalità, di 18.000/35.000 persone l'anno che circolano in Italia. Purtroppo, sono ricorrenti gli atti di violenza sessuale anche all'interno delle mura domestiche, a danno delle romene o di altre colf a servizio delle famiglie italiane.
Un aspetto ancor piú preoccupante consiste nel fatto che un terzo dei minori stranieri denunciati è romeno (4.000 nel 2004), per lo piú di sesso femminile e in prevalenza rom e accusate di furto contro il patrimonio; quasi un migliaio di questi minori sono passati nei centri di prima accoglienza. Inoltre i romeni sono i primi anche tra i minori non accompagnati (piú di 2.000), abbandonati o venduti dai genitori o desiderosi di sfuggire a un regime familiare oppressivo o allontanatisi per altri motivi.
I rom, nomadi o zingari, oltre a vivere in situazione di povertà ed emarginazione, sono svantaggiati per l'alloggio, i servizi sociali, l'occupazione, l'istruzione e oggetto di notevoli pregiudizi che li inquadrano come approfittatori, malviventi o vagabondi: essi, non di rado invisi anche in patria, costituiscono una questione specifica all'interno della questione dei romeni.
In Romania i rom sono ufficialmente 535.140, il 2,5% della popolazione locale, ma in realtà sarebbero fino a 4 volte di piú: studiati in profondità da Etnobarometro, essi si tripartiscono in 23 gruppi e quindi in ulteriori sottogruppi, con caratteristiche differenziate: alcuni sono nomadi e altri sedentari, alcuni istruiti e integrati (le ,lite) e altri no, per cui dovrebbe essere maggiormente articolato l'approccio nei loro confronti.
Gli aspetti problematici, riscontrati in tutti i flussi migratori di massa, possono peró essere ridimensionanti tramite l'insistenza sulla legalità (anche a livello lavorativo), il coinvolgimento delle associazioni dei romeni (un immigrato che delinque offusca innanzitutto l'immagine della collettività), la collaborazione bilaterale e una maggiore insistenza sui percorsi di integrazione: c'è bisogno di una strategia concreta e ispirata alla reciproca fiducia.
Il focus sui romeni parte dalla constatazione che l'argomento criminalità ad opera di stranieri in Italia è un "problema serio" e che in particolare i romeni, che sono stati il 12% dei soggiornanti nel 2006, hanno inciso con una percentuale piú alta in diversi reati (omicidi volontari consumati, violenze sessuali, furti di autovetture, furti con strappo, furti in abitazione, furti con destrezza, rapine in esercizi commerciali e rapine in pubblica via, estorsioni). Va peró aggiunto che non di rado le vittime sono parimenti romene.
Comunque, si legge nel dossier, si puó sottolineare che tra i romeni ci sono frange di persone che si comportano male rispetto alla stragrande maggioranza.Anche tra i romeni vi sono le organizzazioni malavitose che si occupano di immigrazione clandestina, tratta degli esseri umani, lavoro nero, traffico di sostanze stupefacenti, contraffazione, clonazione di carte di pagamenti, accattonaggio e sfruttamento di minori e di storpi.
Per alimentare il circuito della prostituzione, le ragazze vengono reclutate con violenza nelle zone piú povere della Romania: si tratterebbe, tra le romene e quelle di altre nazionalità, di 18.000/35.000 persone l'anno che circolano in Italia. Purtroppo, sono ricorrenti gli atti di violenza sessuale anche all'interno delle mura domestiche, a danno delle romene o di altre colf a servizio delle famiglie italiane.
Un aspetto ancor piú preoccupante consiste nel fatto che un terzo dei minori stranieri denunciati è romeno (4.000 nel 2004), per lo piú di sesso femminile e in prevalenza rom e accusate di furto contro il patrimonio; quasi un migliaio di questi minori sono passati nei centri di prima accoglienza. Inoltre i romeni sono i primi anche tra i minori non accompagnati (piú di 2.000), abbandonati o venduti dai genitori o desiderosi di sfuggire a un regime familiare oppressivo o allontanatisi per altri motivi.
I rom, nomadi o zingari, oltre a vivere in situazione di povertà ed emarginazione, sono svantaggiati per l'alloggio, i servizi sociali, l'occupazione, l'istruzione e oggetto di notevoli pregiudizi che li inquadrano come approfittatori, malviventi o vagabondi: essi, non di rado invisi anche in patria, costituiscono una questione specifica all'interno della questione dei romeni.
In Romania i rom sono ufficialmente 535.140, il 2,5% della popolazione locale, ma in realtà sarebbero fino a 4 volte di piú: studiati in profondità da Etnobarometro, essi si tripartiscono in 23 gruppi e quindi in ulteriori sottogruppi, con caratteristiche differenziate: alcuni sono nomadi e altri sedentari, alcuni istruiti e integrati (le ,lite) e altri no, per cui dovrebbe essere maggiormente articolato l'approccio nei loro confronti.
Gli aspetti problematici, riscontrati in tutti i flussi migratori di massa, possono peró essere ridimensionanti tramite l'insistenza sulla legalità (anche a livello lavorativo), il coinvolgimento delle associazioni dei romeni (un immigrato che delinque offusca innanzitutto l'immagine della collettività), la collaborazione bilaterale e una maggiore insistenza sui percorsi di integrazione: c'è bisogno di una strategia concreta e ispirata alla reciproca fiducia.
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