Carlo Flamigni: la pillola del giorno dopo non e' abortiva
"La pillola del giorno dopo non e' aborto". Carlo Flamigni, ginecologo dell'universita' di Bologna e componente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) si 'accende' dopo le recenti polemiche sul contraccettivo d'emergenza. E chiarisce: "Questo farmaco non impedisce l'impianto dell'embrione nell'utero, e dunque non puo' essere aborto.
Di conseguenza - aggiunge - non si puo' invocare l'obiezione di coscienza. Ne' da parte dei medici, ne' da parte dei farmacisti". Il ginecologo interviene sull'argomento oggi a Roma a margine di una conferenza stampa sui problemi e i desideri di natalita' in Italia, e sull'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.
"L'obiezione di coscienza - ricorda - e' prevista solo per il servizio militare che non c'e' piu'. E per la vivisezione, la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza e la legge 40 sulla procreazione assistita. Quindi non certo per i farmacisti che offrono un pubblico servizio. Se sono contrari a vendere quel contraccettivo, chiudano pure la farmacia e aprano un negozio di giocattoli". Lo stesso discorso Flamigni lo suggerisce per i medici.
"Se la legge sull'obiezione di coscienza aveva un senso quando e' stato legalizzato l'aborto, perche' tutelava chi gia' era ginecologo ma contrario all'interruzione di gravidanza. Oggi - asserisce - non ha piu' alcun senso. Gli obiettori facciano altro.
D'altro canto nessuno - conclude - chiede ai testimoni di Geova di fare le trasfusioni, ne' ai musulmani di vendere carne di maiale".
Di conseguenza - aggiunge - non si puo' invocare l'obiezione di coscienza. Ne' da parte dei medici, ne' da parte dei farmacisti". Il ginecologo interviene sull'argomento oggi a Roma a margine di una conferenza stampa sui problemi e i desideri di natalita' in Italia, e sull'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.
"L'obiezione di coscienza - ricorda - e' prevista solo per il servizio militare che non c'e' piu'. E per la vivisezione, la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza e la legge 40 sulla procreazione assistita. Quindi non certo per i farmacisti che offrono un pubblico servizio. Se sono contrari a vendere quel contraccettivo, chiudano pure la farmacia e aprano un negozio di giocattoli". Lo stesso discorso Flamigni lo suggerisce per i medici.
"Se la legge sull'obiezione di coscienza aveva un senso quando e' stato legalizzato l'aborto, perche' tutelava chi gia' era ginecologo ma contrario all'interruzione di gravidanza. Oggi - asserisce - non ha piu' alcun senso. Gli obiettori facciano altro.
D'altro canto nessuno - conclude - chiede ai testimoni di Geova di fare le trasfusioni, ne' ai musulmani di vendere carne di maiale".
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