Caro bollette. Depositi in calo per imprese e famiglie
Gli italiani sono costretti a fare ricorso ai risparmi per fronteggiare i costi del caro bollette. Lo dice il Centro studi Unimpresa che registra un calo del 2,4% in quattro mesi delle riserve delle famiglie e delle imprese depositate nelle banche italiane. Una perdita secca di 50 miliardi determinata dall'aumento delle bollette energetiche. Secondo l'analisi del Centro studi di Unimpresa, le riserve di famiglie e imprese sono passate dai 2.097 miliardi di luglio a 2.047 miliardi di ottobre. Fino a luglio di quest'anno, da oltre due anni si era registrata una crescita costante: 1.823 miliardi a dicembre 2019,1.956 miliardi a dicembre 2020, 2.050 miliardi a ottobre 2021, 2.075 miliardi a dicembre 2021.
Interessati dal calo degli ultimi mesi soprattutto i conti correnti, la forma di accumulo più utilizzata da aziende e cittadini, sia durante la fase di accumulo sia come fonte a cui attingere in caso di liquidità necessaria in tempi rapidi: il saldo totale era pari a 1.182 miliardi a fine 2019, a 1.349 miliardi a fine 2020, a 1.449 miliardi a ottobre 2021 e a 1.480 miliardi a dicembre 2021; e ancora in aumento fino a 1.497 miliardi fino a luglio 2022, poi la discesa di 45 miliardi (-3 %) a 1.452 miliardi toccati a ottobre scorso; la variazione annuale, da ottobre 2021 a ottobre 2022, fa emergere un aumento lieve di 3 miliardi (+0,2%), quella complessiva del periodo osservato porta alla luce una crescita rilevante di 298 miliardi (+25,2%). Secondo Unimpresa il deflusso improvviso potrebbe avere qualche ripercussione sulla raccolta degli istituti di credito che potrebbe diventare più costosa e, in prospettiva, taluni effetti negativi sugli impieghi, in particolare sui tassi di interesse praticati sui prestiti concessi alla clientela.
Una tendenza all'accumulo che è proseguita per tutto l'anno in corso, salvo invertire la rotta da agosto in poi per calare fino ai 2047 miliardi di ottobre. Su base annua, da ottobre 2021 a ottobre 2022, la diminuzione è di 3 miliardi (-0,1%), mentre la variazione complessiva del periodo osservato, da dicembre 2019 a oggi, rivela una crescita di 252 miliardi (+13,8%). «Quella che abbiamo sotto gli occhi è la fotografia di una situazione drammatica, che noi, purtroppo, avevamo prospettato da tempo - dice il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara -. Stanno venendo meno le forze e la liquidità, sia per le famiglie sia per le imprese, specie quelle più piccole. I costi sono insostenibili, le bollette energetiche non più gestibili. Ecco perché, chi ha la possibilità attinge alle proprie riserve. Al governo riconosciamo l'impresa di aver confezionato una legge di bilancio comunque positiva e in tempi brevissimi, tuttavia segnaliamo l'urgenza di avviare un piano straordinario di interventi pubblici e di sostegni a partire da gennaio»
(da IlSole24Ore del 27/12/2022)
Interessati dal calo degli ultimi mesi soprattutto i conti correnti, la forma di accumulo più utilizzata da aziende e cittadini, sia durante la fase di accumulo sia come fonte a cui attingere in caso di liquidità necessaria in tempi rapidi: il saldo totale era pari a 1.182 miliardi a fine 2019, a 1.349 miliardi a fine 2020, a 1.449 miliardi a ottobre 2021 e a 1.480 miliardi a dicembre 2021; e ancora in aumento fino a 1.497 miliardi fino a luglio 2022, poi la discesa di 45 miliardi (-3 %) a 1.452 miliardi toccati a ottobre scorso; la variazione annuale, da ottobre 2021 a ottobre 2022, fa emergere un aumento lieve di 3 miliardi (+0,2%), quella complessiva del periodo osservato porta alla luce una crescita rilevante di 298 miliardi (+25,2%). Secondo Unimpresa il deflusso improvviso potrebbe avere qualche ripercussione sulla raccolta degli istituti di credito che potrebbe diventare più costosa e, in prospettiva, taluni effetti negativi sugli impieghi, in particolare sui tassi di interesse praticati sui prestiti concessi alla clientela.
Una tendenza all'accumulo che è proseguita per tutto l'anno in corso, salvo invertire la rotta da agosto in poi per calare fino ai 2047 miliardi di ottobre. Su base annua, da ottobre 2021 a ottobre 2022, la diminuzione è di 3 miliardi (-0,1%), mentre la variazione complessiva del periodo osservato, da dicembre 2019 a oggi, rivela una crescita di 252 miliardi (+13,8%). «Quella che abbiamo sotto gli occhi è la fotografia di una situazione drammatica, che noi, purtroppo, avevamo prospettato da tempo - dice il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara -. Stanno venendo meno le forze e la liquidità, sia per le famiglie sia per le imprese, specie quelle più piccole. I costi sono insostenibili, le bollette energetiche non più gestibili. Ecco perché, chi ha la possibilità attinge alle proprie riserve. Al governo riconosciamo l'impresa di aver confezionato una legge di bilancio comunque positiva e in tempi brevissimi, tuttavia segnaliamo l'urgenza di avviare un piano straordinario di interventi pubblici e di sostegni a partire da gennaio»
(da IlSole24Ore del 27/12/2022)
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