Domenica 7 giugno 2026
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Cartelli colombiani narcotraffico cedono business Usa a 'colleghi' messicani

AMERICHE
Notizia ·
Le organizzazioni criminali colombiane, attratte da mercati emergenti piu' redditizi, stanno cedendo al Messico il controllo del traffico di droga negli Stati Uniti. Un commercio che da qui al 2019 sembra godere di condizioni favorevoli di crescita. E' quanto scrive l'Universita' del Rosario, in Colombia, in un rapporto stilato d'intesa con Insight Crime, agenzia colombiana indipendente sulla ricerca sulla delinquenza. Nello studio, illustrato dal quotidiano messicano "El Universal", si segnala "che i colombiani hanno ceduto ai messicani il mercato piu' grande del mondo: gli Stati Uniti". Non un passo indietro, ma una "saggia decisione mercantile", dal momento che il mercato a stelle e strisce non e' per i colombiani "un buon affare": "i trafficanti corrono un alto rischio di essere intercettati, estradati" e di perdere per "confisca" tutti i loro averi.
Nel mercato statunitense "i prezzi all'ingrosso della cocaina oscillano tra i 20 mila e i 25 mila dollari al chilo. I colombiani preferiscono volgere lo sguardo in Europa, dove un chilo di cocaina vale oltre 35 mila dollari, in Cina", dove il prezzo arriva a 50 mila dollari, o in Australia, terra in cui il prezzo schizza oltre i 100 mila dollari. "I rischi li' sono minori e gli utili sono maggiori". sottolinea il rapporto chiarendo che si tratta di un affare "piu' conveniente". Consolidata la condizione di fornitori principali dei cartelli messicani, i narcotrafficanti colombiani continuano a coltivare le loro rotte internazionali. Oltre a una strategia "aggressiva" verso nuovi mercati, aumentano anche gli utili nel Vecchio continente. 
Secondo il rapporto alle organizzazioni criminali colombiane non basta piu' vendere la merce alle reti mafiose europee, a prezzi all'ingrosso. Ci sono "indizi", segnala il rapporto, secondo cui stanno cercando di ottimizzare i loro utili "dividendo i carichi di merce e vendendola separatamente a diverse capitale europee. E il mercato della droga colombiana, avverte l'Universita', gode di condizioni favorevoli da qui al 2019. Innanzitutto perche' il 2018 e' anno di elezioni presidenziali e in attesa di scegliere li prossimo capo di stato "non si prendono decisioni politiche strategiche serie". C'e' poi da tener presente "il collasso del Venezuela e la criminalizzazione del regime chavista sotto l'amministrazione di Nicolas Maduro, che ha enormi implicazioni per la dinamica criminale colombiana". 
Importante e' anche il peso che il rapporto attribuisce alla "mancanza di direttrici" nell'azione politica degli Stati Uniti e "alle frizioni" tra Washington, la Colombia e il Messico. Scontri, si legge, in gran parte legati alla "minaccia" che ogni anno la Casa Bianca fa di togliere ai due paesi latini il "certificato" di soggetti impegnati nella lotta al traffico di stupefacenti. Tutti elementi che i narcos sono pronti a volgere a loro favore. "Il traffico di droga e' l'affare piu' agile del pianeta. Governa miliardi di dollari e sfugge a organismi di sicurezza nazionali e internazionali, si adatta ai cambiamenti molto piu' in fretta di quanto non facciano i governi e le forze di sicurezza". 
(agenzia stampa Nova)
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