Mercoledì 29 luglio 2026
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I cartelli messicani delocalizzano i laboratori di metanfetamine

AFRICA - NIGERIA
Notizia ·

I cartelli della droga messicani hanno trovato un nuovo modo per espandere la produzione di metanfetamina: delocalizzarla in Nigeria. Come riporta la BBC, specialisti messicani nella produzione di meth — comunemente chiamati "cooks" (cuochi) — vengono trovati sempre più spesso a lavorare fianco a fianco con collaboratori locali in laboratori clandestini in Africa e in Europa, secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine.

 

La scena descritta nell'inchiesta è emblematica: un giudice nigeriano in abiti formali, avvocati rispettosi del protocollo, ma l'udienza non si svolge in un'aula di tribunale di Lagos bensì all'interno di un presunto laboratorio illegale nel fitto di una foresta. Tre messicani e sette nigeriani vengono condotti in manette davanti al giudice Musa Kakaki, che ispeziona le sostanze chimiche e le attrezzature che gli imputati sono accusati di aver usato per produrre metanfetamina, nota anche come crystal meth o, localmente, "ice".

I blitz condotti in Nigeria sottolineano una tendenza più ampia: l'Africa occidentale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel traffico globale di droghe sintetiche, passando da semplice corridoio di transito a vera e propria base di produzione. I dati dell'intelligence di Africom (il Comando militare statunitense per l'Africa) e della DEA americana hanno collegato alcuni di questi laboratori ai due più grandi cartelli messicani: il Cartello di Sinaloa e il Cartello Jalisco Nueva Generación.

 

James Griego, responsabile delle operazioni antidroga per Africom, ha dichiarato alla BBC che la qualità del prodotto ha raggiunto livelli senza precedenti: la metanfetamina fabbricata in questi laboratori è oggi "la versione più pura e potente mai esistita". Africom ha fornito intelligence a diverse agenzie antidroga nazionali per supportare le operazioni di polizia.

 

Il raid più significativo in Nigeria ha avuto luogo nel maggio 2026, quando la NDLEA (Agenzia nigeriana per l'applicazione delle leggi sulle droghe) ha scoperto un laboratorio industriale di metanfetamina nascosto in una foresta remota dell'Ogun State. Le autorità hanno sequestrato droga e precursori chimici per un valore stimato di circa 363 milioni di dollari e arrestato dieci persone, tra cui tre cittadini messicani. Un secondo blitz è stato condotto il 17 giugno 2026 nel villaggio di Tapa, nello stato di Oyo, dove è stato tratto in arresto un chimico messicano di 56 anni insieme a quattro nigeriani.

 

A differenza delle droghe di origine vegetale come cocaina ed eroina, che richiedono condizioni geografiche specifiche per la coltivazione, la metanfetamina è una droga sintetica che può essere prodotta ovunque disponendo dei giusti precursori chimici e del know-how necessario. Questa caratteristica la rende particolarmente appetibile per le organizzazioni criminali che vogliono diversificare e decentralizzare la produzione, riducendo al contempo l'esposizione al rischio.

 

Il generale Dagvin Anderson, comandante di Africom, ha testimoniato davanti al Congresso degli Stati Uniti che i gruppi armati africani ricevono finanziamenti in misura crescente dai cartelli della droga, ampliando così la portata e la capacità offensiva di questi gruppi terroristici. L'intreccio tra narcotraffico e terrorismo rappresenta dunque una delle principali preoccupazioni emerse da questi sviluppi.

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