Casini: la 194 non si tocca, la si applica
"Per noi, applicare la 194 in ogni sua parte significa rispettarne il titolo: 'Norme per la tutela della maternita' e sull'interruzione volontaria della gravidanza'. Appunto, tutela della maternita'. Sospetto che questa sia la parte meno rispettata, eppure e' fondamentale".
Lo dice Pierferdinando Casini in una lunga intervista pubblicata sul nuovo numero del mensile free press Pocket diretto da Daniele Quinzi. "Siamo stati accusati di voler cambiare la 194. Al di la' di come la si possa pensare, e la nostra idea sulla difesa della vita in ogni sua forma e stadio e' molto chiara, noi riteniamo che la 194 sia oggi un compromesso da non toccare, per non peggiorare la situazione, ma da applicare in toto. Se altri, dicendo la stessa cosa, ne pensano un'altra lo chieda a loro".
Casini aggiunge: "Io sono cattolico e sono laico, non vedo contraddizioni. L'impegno del cattolico in politica ha come fine il bene comune ed e' legittimamente ispirato ad alcuni valori che sono condivisibili, e condivisi, anche da chi non crede. La difesa della vita, per esempio, o la famiglia, la tutela della nostra identita' culturale e nazionale?? Ma essere laici e' una cosa, essere laicisti un'altra. Il laicismo pretende di mettere il bavaglio ai cattolici, in questo senso e' intollerante e illiberale. E' il laicista, non il cattolico a mescolare indebitamente politica e religione". Quanto ai valori cristiani, Casini e' netto: "Certamente non li difendono i radicali, cosi' come tanti altri esponenti presenti nelle liste del Pd. Che provengono da un'esperienza storicamente contrapposta a quella cattolica e liberale e che pesano, in quel partito, molto piu' di Rosi Bindi". Casini parla anche di spinelli: "Ho gia' 'confessato' alle Iene d'aver fumato una volta, da liceale con i miei amici sui colli bolognesi. Anche quella esperienza mi ha insegnato che la droga e' un disvalore, va vietata, e credo che un politico che si droga non abbia la dignita' di stare in Parlamento. Per questo ho anche proposto per i deputati un test al quale io stesso mi sono liberamente sottoposto. Sono convinto che noi politici dobbiamo dare l'esempio, anche su questo".
Lo dice Pierferdinando Casini in una lunga intervista pubblicata sul nuovo numero del mensile free press Pocket diretto da Daniele Quinzi. "Siamo stati accusati di voler cambiare la 194. Al di la' di come la si possa pensare, e la nostra idea sulla difesa della vita in ogni sua forma e stadio e' molto chiara, noi riteniamo che la 194 sia oggi un compromesso da non toccare, per non peggiorare la situazione, ma da applicare in toto. Se altri, dicendo la stessa cosa, ne pensano un'altra lo chieda a loro".
Casini aggiunge: "Io sono cattolico e sono laico, non vedo contraddizioni. L'impegno del cattolico in politica ha come fine il bene comune ed e' legittimamente ispirato ad alcuni valori che sono condivisibili, e condivisi, anche da chi non crede. La difesa della vita, per esempio, o la famiglia, la tutela della nostra identita' culturale e nazionale?? Ma essere laici e' una cosa, essere laicisti un'altra. Il laicismo pretende di mettere il bavaglio ai cattolici, in questo senso e' intollerante e illiberale. E' il laicista, non il cattolico a mescolare indebitamente politica e religione". Quanto ai valori cristiani, Casini e' netto: "Certamente non li difendono i radicali, cosi' come tanti altri esponenti presenti nelle liste del Pd. Che provengono da un'esperienza storicamente contrapposta a quella cattolica e liberale e che pesano, in quel partito, molto piu' di Rosi Bindi". Casini parla anche di spinelli: "Ho gia' 'confessato' alle Iene d'aver fumato una volta, da liceale con i miei amici sui colli bolognesi. Anche quella esperienza mi ha insegnato che la droga e' un disvalore, va vietata, e credo che un politico che si droga non abbia la dignita' di stare in Parlamento. Per questo ho anche proposto per i deputati un test al quale io stesso mi sono liberamente sottoposto. Sono convinto che noi politici dobbiamo dare l'esempio, anche su questo".
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