Caso Chantal Sebire: il giudice attende il risultato dell'autopsia
Il 5 maggio, il procuratore della Repubblica di Dijon, Jean-Pierre Arlacchi, ha affermato di non prevedere, per ora, l'invio di un'informazione giudiziaria nella vicenda di Chantal Sebire, trovata morta in casa sua il 19 marzo. L'inchiesta non permette di procedere in tal senso, ha dichiarato ad AFP. "La prima fase dell'inchiesta, che consiste nel far conoscere ufficialmente alla famiglia i risultati dell'autopsia e delle analisi biologiche, non e' stata ancora ultimata". Ricordando che "l'aspetto umano del dossier rimane una delle mie maggiori preoccupazioni", il procuratore precisa che, al termine di questa prima fase, riesaminera' gli elementi dell'inchiesta per valutare l'opportunita' di aprire un'indagine preliminare sulle condizioni in cui Chantal Sebire ha potuto procurarsi la sostanza che ha usato per porre fine ai propri giorni.
Chantal Sebire, 52 anni, affetta da un tumore incurabile al viso, era stata trovata morta al suo domicilio di Plombieres (Cote-d'Or) il 19 marzo, dopo aver assunto una "dose mortale" di barbiturico, accreditando la tesi del suicidio. Nelle settimane precedenti, la donna, da anni sofferente del tumore incurabile che le deformava crudelmente il viso, aveva chiesto invano alla giustizia il diritto all'eutanasia. Il tribunale, in conformita' alla legge in vigore, il 17 marzo respingeva la sua domanda, e due giorni dopo Chantal Sebire e' stata trovata morta.
Il suo caso ha turbato e suscitato un intenso dibattito in Francia, e il Governo e' stato sollecitato a rivalutare la legge Leonetti sul fine vita adottata nel 2005, che ha introdotto il diritto di "lasciar morire" ma non quello dell'eutanasia attiva.
Chantal Sebire, 52 anni, affetta da un tumore incurabile al viso, era stata trovata morta al suo domicilio di Plombieres (Cote-d'Or) il 19 marzo, dopo aver assunto una "dose mortale" di barbiturico, accreditando la tesi del suicidio. Nelle settimane precedenti, la donna, da anni sofferente del tumore incurabile che le deformava crudelmente il viso, aveva chiesto invano alla giustizia il diritto all'eutanasia. Il tribunale, in conformita' alla legge in vigore, il 17 marzo respingeva la sua domanda, e due giorni dopo Chantal Sebire e' stata trovata morta.
Il suo caso ha turbato e suscitato un intenso dibattito in Francia, e il Governo e' stato sollecitato a rivalutare la legge Leonetti sul fine vita adottata nel 2005, che ha introdotto il diritto di "lasciar morire" ma non quello dell'eutanasia attiva.
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