Caso Cucchi, si indaga su omicidio colposo
Oltre all'omicidio preterintenzionale, la procura di Roma sta valutando anche il reato di omicidio colposo. Insomma oltre ad ipotetico pestaggio, i magistrati di piazzale Clodio vogliono verificare se abbia concorso alla morte del geometra romano di 31 anni, anche una incuria e una imperizia dei medici del reparto detenuti dell'ospedale Pertini.
L'inchiesta dei pm Vincenzo Barba e Francesca Loy prosegue a ritmo serrato: questa mattina i magistrati si sono recati a Regina Coeli per interrogare agenti di polizia penitenziaria e detenuti che hanno incontrato Stefano Cucchi durante il suo calvario giudiziario seguito all'arresto per spaccio di droga.
Nel pomeriggio e' stato ascoltato come persona informata dei fatti il professor Aldo Fierro, primario del reparto detenuti del Pertini. Dalla sua testimonianza, ma anche dagli atti in possesso del pm, segnatamente la cartella clinica di Stefano, e' giunta una conferma alle parole pronunciate alla Camera dal ministro della Giustizia Angelino Alfano: Stefano Cucchi chiese esplicitamente di non fornire ai parenti notizie sul suo stato di salute durante la sua degenza. Inoltre il magistrato ha accertato, protocollo alla mano previsto dalla Asl, che anche nel caso Stefano avesse dato il proprio consenso, sarebbe stato necessario il nulla osta dell'amministrazione penitenziaria.
Domani i magistrati ascolteranno altri due medici, due dottoresse, e una infermiera del Pertini per accertare se Cucchi si alimentasse o meno. Oggi il primario ha confermato al pm che il paziente si alimentava e assumeva liquidi in forma discontinua, cosa che convinse lo stesso Fierro, il 21 ottobre scorso, a scrivere al giudice Maria Inzitari per chiedere quali iniziative poter adottare per assicurare allo stesso Cucchi una alimentazione e idratazione continua ed adeguata.
Agli atti del pm ci sono anche le diverse dichiarazioni che il giovane ha fornito circa le lesioni alla colonna vertebrale: ad una delle dottoressa del Fatebenefratelli, per il primo ricovero, spiego' di essere caduto 'il giorno prima del compleanno' ossia il 30 settembre.
Una seconda versione Cucchi l'ha data ai medici del Pertini spiegando che era caduto la sera prima dell'arresto. Da chiarire ancora il giallo delle dichiarazioni di Cucchi in aula al momento della direttissima. Secondo quanto si e' appreso, la custodia in carcere sarebbe stata ordinata perche' Cucchi avrebbe spiegato di essere senza fissa dimora. Circostanza che stride con il fatto che era residente presso la sua famiglia.
Secondo quanto si e' appreso, presunti maltrattamenti a parte che dovranno essere accertati se ci sono stati e inferti da chi, per chi indaga sarebbe emerso un quadro di una persona comunque apparsa chiusa in se stessa, che forse non voleva dare un dispiacere alla famiglia dopo l'arresto per spaccio di droga, un tunnel da cui Stefano sembrava apparentemente uscito gia' da qualche tempo.
L'inchiesta dei pm Vincenzo Barba e Francesca Loy prosegue a ritmo serrato: questa mattina i magistrati si sono recati a Regina Coeli per interrogare agenti di polizia penitenziaria e detenuti che hanno incontrato Stefano Cucchi durante il suo calvario giudiziario seguito all'arresto per spaccio di droga.
Nel pomeriggio e' stato ascoltato come persona informata dei fatti il professor Aldo Fierro, primario del reparto detenuti del Pertini. Dalla sua testimonianza, ma anche dagli atti in possesso del pm, segnatamente la cartella clinica di Stefano, e' giunta una conferma alle parole pronunciate alla Camera dal ministro della Giustizia Angelino Alfano: Stefano Cucchi chiese esplicitamente di non fornire ai parenti notizie sul suo stato di salute durante la sua degenza. Inoltre il magistrato ha accertato, protocollo alla mano previsto dalla Asl, che anche nel caso Stefano avesse dato il proprio consenso, sarebbe stato necessario il nulla osta dell'amministrazione penitenziaria.
Domani i magistrati ascolteranno altri due medici, due dottoresse, e una infermiera del Pertini per accertare se Cucchi si alimentasse o meno. Oggi il primario ha confermato al pm che il paziente si alimentava e assumeva liquidi in forma discontinua, cosa che convinse lo stesso Fierro, il 21 ottobre scorso, a scrivere al giudice Maria Inzitari per chiedere quali iniziative poter adottare per assicurare allo stesso Cucchi una alimentazione e idratazione continua ed adeguata.
Agli atti del pm ci sono anche le diverse dichiarazioni che il giovane ha fornito circa le lesioni alla colonna vertebrale: ad una delle dottoressa del Fatebenefratelli, per il primo ricovero, spiego' di essere caduto 'il giorno prima del compleanno' ossia il 30 settembre.
Una seconda versione Cucchi l'ha data ai medici del Pertini spiegando che era caduto la sera prima dell'arresto. Da chiarire ancora il giallo delle dichiarazioni di Cucchi in aula al momento della direttissima. Secondo quanto si e' appreso, la custodia in carcere sarebbe stata ordinata perche' Cucchi avrebbe spiegato di essere senza fissa dimora. Circostanza che stride con il fatto che era residente presso la sua famiglia.
Secondo quanto si e' appreso, presunti maltrattamenti a parte che dovranno essere accertati se ci sono stati e inferti da chi, per chi indaga sarebbe emerso un quadro di una persona comunque apparsa chiusa in se stessa, che forse non voleva dare un dispiacere alla famiglia dopo l'arresto per spaccio di droga, un tunnel da cui Stefano sembrava apparentemente uscito gia' da qualche tempo.
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