Giovedì 11 giugno 2026
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Caso Moana Pozzi. Marito sceglie di non rispondere al magistrato

U.E. - ITALIA
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Ha scelto di non rispondere al magistrato Antonio Di Ciesco, il marito di Moana Pozzi, indagato per omicidio del consenziente dopo le sue stesse ammissioni riguardo un aiuto dato alla famosa ex pornostar per morire. L'uomo oggi doveva essere interrogato dal pm Salvatore Vitello, ma ha scelto di non parlare. Nei giorni scorsi, intanto, è stata sentita dagli investigatori della squadra mobile Maria Tamiko Pozzi, meglio nota come 'Baby Pozzi', sorella della star a luci rosse deceduta nel settembre del '94. La signora ha ribadito quella che è la convinzione di tutta la famiglia e delle persone che più erano vicine a Moana, e cioè che non sono state le "bolle d'aria inserite nella flebo" della pornostar a provocarne la morte. "Mia sorella - avrebbe detto Maria Tamiko - è scomparsa per via della grave forma di tumore al fegato che aveva contratto e non per altro. Non c'è nessun mistero".

Secondo quanto Di Ciesco aveva confessato al quotidiano 'il Messaggero' la sua azione di eutanasia sarebbe avvenuta la notte del 15 settembre 1994, mentre Moana dormiva, "facendo entrare piccole bolle d'aria attraverso il tubicino della flebo, lei non si accorge che la vita l'abbandona e, con essa, anche le sofferenze". Di Ciesco, che è stato istruttore di sub e per Moana faceva ufficialmente da autista, ha spiegato che nell'estate '94 in occasione di un viaggio in India, Moana stette male, ebbe disturbi gastrointestinali e "lì si accorse della malattia". Nei prossimi giorni gli inquirenti potrebbero sentire la mamma di Moana. Non è la prima volta che la procura di Roma si imbatte sul caso della morte di Moana Pozzi. In passato sono state archiviate due inchieste su alcuni retroscena del decesso avvenuto a Lione nel settembre 1994.
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