Caso Stamina, il Nobel Zinkernagel: no a false promesse
"E' giusto dare speranze ai pazienti, e' altamente scorretto dare false speranze". Lo afferma, in occasione del XV Congresso internazionale di immunologia iniziato a Milano, Rolf M. Zinkernagel, vincitore del premio Nobel nel 1996 per gli studi sulla specificita' delle difese immunitarie cellulo-mediate, rispondendo a una domanda dei giornalisti sul caso Stamina. "Penso che ci voglia piu' etica", commenta Zinkernagel.
"La scienza e' misurare, e stabilire dei risultati che possono essere ripetuti. Come ricercatore non accetterei mai una presunta verita' per cui non ci sono prove, per questo facciamo ricerca. In biologia e' un po' come nella vita reale", continua: "Certe cose sono molto complicate perche' non sappiamo abbastanza e ci metteremo un sacco di tempo a capirle, ma non e' impossibile. E' difficile da dire che un metodo 'funzionera' in 5 anni', c'e' un potenziale, ma nessuno puo' dire se funzionera'". Secondo Zinkernagel, chi non segue la ricerca come andrebbe fatta "accresce false speranze, e non c'e' niente di buono in questo".
"La scienza e' misurare, e stabilire dei risultati che possono essere ripetuti. Come ricercatore non accetterei mai una presunta verita' per cui non ci sono prove, per questo facciamo ricerca. In biologia e' un po' come nella vita reale", continua: "Certe cose sono molto complicate perche' non sappiamo abbastanza e ci metteremo un sacco di tempo a capirle, ma non e' impossibile. E' difficile da dire che un metodo 'funzionera' in 5 anni', c'e' un potenziale, ma nessuno puo' dire se funzionera'". Secondo Zinkernagel, chi non segue la ricerca come andrebbe fatta "accresce false speranze, e non c'e' niente di buono in questo".
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