Caso Welby, arrivano le prime condanne per diffamazione
"Iniziano a giungere le prime condanne per diffamazione sul caso Welby che, come il caso Englaro, ha visto scendere in campo una portentosa opera di disinformazione e manipolazione della verita' a danno, anzitutto, dei cittadini che vengono ritenuti 'popolo bue' al quale dare a credere qualsiasi ciarpame pur di evitare che si formi una coscienza collettiva, basata sulla conoscenza, su temi quali il fine vita. E cosi' l'opera volta a ristabilire la verita' ed a restituire l'onore e la reputazione ai diffamati deve giungere attraverso i tribunali italiani. E' quanto dichiarano, in una nota, il deputato radicale eletto nel Pd, Maurizio Turco, e Marco Cappato, segretario dell'Associazione Coscioni.
"E' recente, difatti -continuano Turco e Cappato la condanna per il reato di diffamazione inflitta in sede penale, in primo grado, dal Tribunale di Desio, Sezione distaccata del Tribunale di Monza, a Maurizio Belpietro, con 800 Euro di multa, all'epoca direttore de 'Il Giornale', e al giornalista Stefano Lorenzetto, con 1.200 euro di multa. Diffamato il dottor Mario Riccio -spiegano Turco e Cappato al quale il tribunale ha riconosciuto tra risarcimento e riparazione pecuniaria la somma di 53mila euro, oltre la riparazione specifica della pubblicazione della sentenza su 'Il Giornale'".
"L'articolo, pubblicato in prima pagina il 23 dicembre del 2006 -proseguono Turco e Cappato, titolava, in riferimento a Piergiorgio Welby, 'Nessun rispetto nemmeno per la sua volonta'" e illustrava ai lettori come "'il dottor Mario Riccio, il medico venuto da Cremona', che ha adottato il metodo 'dei boia aguzzini che eseguono le sentenze capitali negli Usa', se ne fosse 'fregato della volonta' di Welby'".
"Ricorda il Tribunale -rilevano Turco e Cappato, che la critica per essere socialmente utile e dunque legittima, anche quando lesiva della reputazione di terzi, deve avere come presupposto dei fatti veri, in caso contrario e' un mero pretesto per diffamare.
Ed e' di oggi, ancora -proseguono i due esponenti radicali- la sentenza del Tribunale Civile di Roma, resa in primo grado, con la quale il movimento politico cattolico Militia Christi, e' stato condannato con sentenza immediatamente esecutiva a risarcire la somma totale di 60mila euro, pari a 20mila euro ciascuno, a favore dell'Associazione per la Liberta' della ricerca scientifica Luca Coscioni, dell'Associazione La Rosa nel Pugno e del dottor Mario Riccio". "Il Tribunale -spiegano ancora Turco e Cappat- ha anche ordinato la definitiva rimozione dal sito internet dell'associazione cattolica del comunicato stampa dal titolo "Profanatori ed assassini".
"La senatrice Binetti -affermano infine Turco e Cappat- anch'ella convenuta in giudizio dal dottor Mario Riccio, dall'Associazione Coscioni e da Radicali Italiani, davanti al Tribunale di Roma, come anche per altra diversa causa l'onorevole Luca Volonte', convenuto in giudizio da Marco Pannella, Emma Bonino e Marco Cappato, si sono invece trincerati dietro l'immunita' parlamentare e l'insindacabilita' delle opinioni espresse da parlamentari attraverso i giornali e i comunicati". Binetti e Volonte', concludono Turco e Cappat, "parlano, scrivono comunicati, rilasciano interviste, ma poi non ci pensano neppure, o forse ci pensano sin troppo bene, a difendere le loro affermazioni in tribunale".
"E' recente, difatti -continuano Turco e Cappato la condanna per il reato di diffamazione inflitta in sede penale, in primo grado, dal Tribunale di Desio, Sezione distaccata del Tribunale di Monza, a Maurizio Belpietro, con 800 Euro di multa, all'epoca direttore de 'Il Giornale', e al giornalista Stefano Lorenzetto, con 1.200 euro di multa. Diffamato il dottor Mario Riccio -spiegano Turco e Cappato al quale il tribunale ha riconosciuto tra risarcimento e riparazione pecuniaria la somma di 53mila euro, oltre la riparazione specifica della pubblicazione della sentenza su 'Il Giornale'".
"L'articolo, pubblicato in prima pagina il 23 dicembre del 2006 -proseguono Turco e Cappato, titolava, in riferimento a Piergiorgio Welby, 'Nessun rispetto nemmeno per la sua volonta'" e illustrava ai lettori come "'il dottor Mario Riccio, il medico venuto da Cremona', che ha adottato il metodo 'dei boia aguzzini che eseguono le sentenze capitali negli Usa', se ne fosse 'fregato della volonta' di Welby'".
"Ricorda il Tribunale -rilevano Turco e Cappato, che la critica per essere socialmente utile e dunque legittima, anche quando lesiva della reputazione di terzi, deve avere come presupposto dei fatti veri, in caso contrario e' un mero pretesto per diffamare.
Ed e' di oggi, ancora -proseguono i due esponenti radicali- la sentenza del Tribunale Civile di Roma, resa in primo grado, con la quale il movimento politico cattolico Militia Christi, e' stato condannato con sentenza immediatamente esecutiva a risarcire la somma totale di 60mila euro, pari a 20mila euro ciascuno, a favore dell'Associazione per la Liberta' della ricerca scientifica Luca Coscioni, dell'Associazione La Rosa nel Pugno e del dottor Mario Riccio". "Il Tribunale -spiegano ancora Turco e Cappat- ha anche ordinato la definitiva rimozione dal sito internet dell'associazione cattolica del comunicato stampa dal titolo "Profanatori ed assassini".
"La senatrice Binetti -affermano infine Turco e Cappat- anch'ella convenuta in giudizio dal dottor Mario Riccio, dall'Associazione Coscioni e da Radicali Italiani, davanti al Tribunale di Roma, come anche per altra diversa causa l'onorevole Luca Volonte', convenuto in giudizio da Marco Pannella, Emma Bonino e Marco Cappato, si sono invece trincerati dietro l'immunita' parlamentare e l'insindacabilita' delle opinioni espresse da parlamentari attraverso i giornali e i comunicati". Binetti e Volonte', concludono Turco e Cappat, "parlano, scrivono comunicati, rilasciano interviste, ma poi non ci pensano neppure, o forse ci pensano sin troppo bene, a difendere le loro affermazioni in tribunale".
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