Domenica 7 giugno 2026
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Cassazione: espulsione anche se clandestino per mantenere la famiglia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Non e' un 'giustificato motivo' rimanere in Italia, da clandestino, eludendo un'ordinanza di espulsione, per 'la necessita' di contribuire con i proventi di una saltuaria attivita' lavorativa svolta in Italia, al sostentamento dei familiari in patria indigenti e adempiere cosi' all'obbligo di mantenimento che anche il nostro ordinamento impone in favore dei congiunti'. Lo ribadisce la Cassazione nella sentenza numero 30994.
Il caso riguarda un'immigrato nigeriano che non avendo ottemperato al decreto di espulsione emesso per lui nel 2005 era stato assolto dal Tribunale di Bergamo nel 2006 perche' il giudice monocratico aveva ritenuto un 'giustificato motivo' la condotta dell'imputato che 'non aveva precedenti penali e non si era potuto allontanare dall'Italia per la necessita' di contribuire al sostentamento dei familiari in patria indigenti'. La I/a Sezione Penale della Cassazione ha pero' annullato la sentenza. Secondo i giudici, infatti, 'la necessita' di provvedere economicamente a se e alla propria famiglia nella patria lontana, integra, certo, un motivo socialmente ed umanamente apprezzabile, ma non puo' questa necessita' rendere in se' inesigibile l'adempimento dell'ordine impartito dalla Pubblica amministrazione ne' appare una necessita' idonea a rendere questo adempimento (l'espulsione) pericoloso o difficoltoso'. La necessita' di mantenere la famiglia rientra nelle 'condizioni caratterizzanti la situazione del migrante economico', per questo un clandestino deve andare via lo stesso.
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