Venerdì 5 giugno 2026
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Cassazione: immigrato regolare ha diritto a ricongiungersi con figli minori, anche se irregolari

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le leggi sull'immigrazione cedono il passo ai diritti della famiglia. E' questa, nei fatti, la conclusione della cassazione che ha confermato l'assoluzione di un macedone, regolarmente immigrato in Italia e con un lavoro stabile, messo sotto accusa per aver fatto entrare clandestinamente anche la figlia di 12 anni, rimasta sola in patria. Secondo i giudici della prima sezione penale della Suprema Corte, il reato teoricamente commesso da Ilco R, un giovane cittadino della Macedonia che negli anni scorsi è entrato in Italia con un permesso di lavoro, è giustificato dallo "stato di necessità". Le motivazioni della sentenza 44048 spiegano perche' ha sbagliato la Procura di Trieste che chiedeva di annullare l'assoluzione nei confronti di Ilco, ritenendo che "nel caso specifico" non ci fosse "alcun presupposto per fare ricorso allo stato di necessità" che potesse evitare al giovane macedone la condanna per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In particolare, secondo l'accusa.
L'immigrato dopo essere arrivato in Italia e aver trovato lavoro, aveva ottenuto il ricongiungimento con la moglie e un altro figlio piú piccolo, che li avevano cosí raggiunti nel nostro Paese. Per motivi burocratici, non era riuscito ad ottenere il via libera anche per l'altra figlia, la piú grande.
Da qui la decisione di Ilco di farla entrare come clandestina.
Un'iniziativa, secondo la Corte, causata dalla "necessità di non abbandonarla". Dello stesso avviso i giudici di merito, ma secondo la pubblica accusa l'imputato non era nella condizione di non poter scegliere un'altra strada. In particolare, si legge nel ricorso della Procura, "avrebbe potuto abbandonare il lavoro in Italia e cogliere le opportunità dell'espansione dell'economia macedone" per non abbandonare la figlia. Una tesi decisamente bocciata dalla cassazione che ha criticato le "congetture del pubblico ministero" relative, si legge nella sentenza, a "improbabili e evanescenti scelte alternative". Insomma, se un padre vuole tenere unita la famiglia, non ci sono leggi sull'immigrazione che tengano.
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