Sabato 6 giugno 2026
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Cassazione: se il canone e' basso, l'affitto ai clandestini non e' reato

U.E. - ITALIA
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Affittare un appartamento ad un clandestino non e' reato se il canone di locazione non e' eccessivo. Interpretando in modo molto restrittivo la legge Bossi Fini sull'immigrazione, la Cassazione ha drasticamente ridotto la portata della norma che vieta di affittare una casa ad immigrati senza permesso di soggiorno. La Bossi Fini infatti prevede, all'articolo 12, il sequestro dell'immobile "concesso in locazione allo straniero privo del permesso di soggiorno". Ma i giudici della prima sezione penale della Corte, con la sentenza 19171, hanno infatti stabilito che se l'importo dell'affitto e' "equo" la legge non si applica e non si puo' procedere al sequestro della casa. Per questo la Corte ha confermato il dissequestro di un appartamento di proprieta' di un calabrese che l'aveva affittato ad un clandestino di origine indiana per 150 euro al mese. In particolare, secondo la Cassazione, la sanzione prevista dalla Bossi Fini e' giustificata solo quando l'immobile viene concesso ad un clandestino "al fine di trarne ingiusto profitto". A questo proposito la Corte si richiama al testo letterale della legge che impone il sequestro dell'abitazione nei confronti di chi "da' alloggio ad uno straniero - e' scritto nella Bossi Fini - privo del titolo di soggiorno, in un immobile di cui abbia la disponibilita' al fine di trarre ingiusto profitto". Il "nodo" della questione, secondo la Cassazione che ha confermato una precedente decisione del tribunale del riesame di Reggio Calabria, e' proprio "l'ingiusto profitto". I magistrati spiegano che nel caso di una locazione per 150 euro al mese, il profitto non e' ingiusto. "Si tratta - scrive la Corte - di un canone sostanzialmente equo". In pratica, aggiungono, "l'equilibrio delle prestazioni" non e' "alterato in favore del titolare" dell'appartamento. Percio' la Cassazione ha respinto il ricorso del pm di Reggio Calabria che invece chiedeva in nome della Bossi Fini di rimettere i sigilli a quell'appartamento affittato ad un immigrato clandestino. Poco importa, replica la Corte al ricorso dell'accusa, che sempre lo stesso articolo della Bossi Fini si riferisca anche a chi "cede l'immobile anche in locazione". Affinche' la locazione sia vietata, spiega la Cassazione, e' comunque necessario che da questa derivi un "ingiusto profitto" (in gergo tecnico si chiama "dolo specifico"). In conclusione, per sequestrare l'appartamento non basta che sia affittato ad un clandestino: e' necessario che il padrone di casa ci guadagni in modo esagerato.
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