Castrazione chimica per pedofilia?
Quando il piccolo Enis, 5 anni, fu sequestrato e violentato, il 15 agosto 2007, il 'mostro' di Roubaix, Francis Evrard, era appena uscito da 20 anni di prigione per pedofilia. Tutta la Francia fini' sotto shock e ieri, mentre a Douai, nel nord, cominciava il processo contro Evrard, si riapriva anche il dibattito sulla castrazione dei criminali sessuali recidivi.
Il 'caso Evrard' e' diventato emblematico in Francia, perche' e' dopo la grande emozione che suscito' due anni fa che il governo si e' deciso a votare, nel febbraio 2008, la creazione di ospedali-prigione per criminali considerati pericolosi anche dopo aver scontato la condanna.
L'uomo, che aveva gia' sette condanne alle spalle, libero da appena un mese e mezzo, individuo' la sua giovane vittima durante la fiera di Roubaix. Eccitato da alcuni farmaci (ottenuti sotto prescrizione medica quando era ancora detenuto), Evrard rapi' Enis, lo drogo' e abuso' di lui in un garage. Il bambino fu ritrovato dieci ore dopo, sotto shock. Suo padre, Mustafa Kokakurt, parlando a Le Parisien, dice ora che il piccolo 'ha ancora molti incubi la notte'.
In tribunale, Evrard, 63 anni, che ha gia' trascorso 30 anni della sua vita dietro le sbarre e ora rischia l'ergastolo, ha riconosciuto la violenza. 'Non posso dirvi perche' l'ho fatto - ha detto ai giudici -. Continuo a non trovare spiegazioni. Ho come delle pulsioni'.
Il caso riapre in Francia una ferita ed un dibattito sui limiti di una legislazione che non riesce a eliminare il pericolo della recidiva. Un nuovo passo e' stato fatto di recente dopo che, appena a fine settembre, una giovane donna e' stata trovata strangolata e violentata in un bosco della regione parigina, anche lei da uno stupratore seriale. Allora il governo ha deciso di aggiungere al progetto di legge anti-recidiva un emendamento per rendere 'obbligatoria' la castrazione chimica.
La legge sara' presentata in Assemblea nazionale a novembre.
Ma un colpo di scena nel caso Evrard ha fatto ancora discutere. L'uomo, in una lettera al presidente Nicolas Sarkozy, ha chiesto di essere sottoposto alla castrazione fisica, che resta vietata in Francia. Per molti osservatori, e' stata semplicemente una trovata mediatica in vista del processo.
Ma due giorni fa, interrogata sull'argomento dal magazine di Le Figaro, la ministra dell'Interno, Michele Alliot-Marie, non ha escluso nulla: il problema della castrazione fisica 'si puo' affrontare - ha detto - e deve essere discusso in Parlamento'.
Il 'caso Evrard' e' diventato emblematico in Francia, perche' e' dopo la grande emozione che suscito' due anni fa che il governo si e' deciso a votare, nel febbraio 2008, la creazione di ospedali-prigione per criminali considerati pericolosi anche dopo aver scontato la condanna.
L'uomo, che aveva gia' sette condanne alle spalle, libero da appena un mese e mezzo, individuo' la sua giovane vittima durante la fiera di Roubaix. Eccitato da alcuni farmaci (ottenuti sotto prescrizione medica quando era ancora detenuto), Evrard rapi' Enis, lo drogo' e abuso' di lui in un garage. Il bambino fu ritrovato dieci ore dopo, sotto shock. Suo padre, Mustafa Kokakurt, parlando a Le Parisien, dice ora che il piccolo 'ha ancora molti incubi la notte'.
In tribunale, Evrard, 63 anni, che ha gia' trascorso 30 anni della sua vita dietro le sbarre e ora rischia l'ergastolo, ha riconosciuto la violenza. 'Non posso dirvi perche' l'ho fatto - ha detto ai giudici -. Continuo a non trovare spiegazioni. Ho come delle pulsioni'.
Il caso riapre in Francia una ferita ed un dibattito sui limiti di una legislazione che non riesce a eliminare il pericolo della recidiva. Un nuovo passo e' stato fatto di recente dopo che, appena a fine settembre, una giovane donna e' stata trovata strangolata e violentata in un bosco della regione parigina, anche lei da uno stupratore seriale. Allora il governo ha deciso di aggiungere al progetto di legge anti-recidiva un emendamento per rendere 'obbligatoria' la castrazione chimica.
La legge sara' presentata in Assemblea nazionale a novembre.
Ma un colpo di scena nel caso Evrard ha fatto ancora discutere. L'uomo, in una lettera al presidente Nicolas Sarkozy, ha chiesto di essere sottoposto alla castrazione fisica, che resta vietata in Francia. Per molti osservatori, e' stata semplicemente una trovata mediatica in vista del processo.
Ma due giorni fa, interrogata sull'argomento dal magazine di Le Figaro, la ministra dell'Interno, Michele Alliot-Marie, non ha escluso nulla: il problema della castrazione fisica 'si puo' affrontare - ha detto - e deve essere discusso in Parlamento'.
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