Sabato 6 giugno 2026
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Catanzaro. Cgil: troppo pochi gli accessi stagionali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'I lavoratori stagionali stranieri in agricoltura che si potranno autorizzare sono 80.000 in Italia, di cui 6.400 in Calabria. Numeri ridicoli e inconsistenti, se visti alla luce delle reali presenze e dei dati statistici sul fabbisogno di manodopera nei campi'. A riferirlo, in una nota congiunta, sono Massimo Covello, segretario regionale della Cgil e Nino Calogero della segreteria provinciale di Gioia Tauro.
'Infatti, nella sola piana di Gioia Tauro - e' detto nella nota - sono presenti gia' oggi oltre cinquemila lavoratori migranti impiegati nel settore agricolo, ed in tutta la Calabria si stima ve ne siano intorno a 20.000.
'Nel 2007 i lavoratori stagionali assunti con la regolarizzazione dei flussi - proseguono i due sindacalisti - sono stati nella nostra regione meno di un terzo delle disponibilita' consentita dal decreto flussi: questo dimostra che non c'e' interesse da parte dei datori di lavoro alla regolarizzazione. Da sempre, tale fenomeno, in assenza di controlli, registra caratteristiche di irregolarita', con lavoratori immigrati spesso letteralmente schiavizzati, in condizioni di vita e lavoro drammatiche'.
'La legge Bossi-Fini, che regola la questione - sostengono ancora Covello e Calogero - non punisce in modo valido e reale gli sfruttatori, ne' si preoccupa di obbligarli a regolarizzare il lavoro, garantendo diritti e dignita' agli immigrati. Avevamo auspicato il passaggio dal meccanismo dei flussi a uno che favorisse la regolarizzazione, ma cio' non e' accaduto. Oggi questo e' necessario e non piu' rinviabile. Chiediamo di riconoscere a tutti i lavoratori che denunciano condizioni di sfruttamento il diritto alla regolarizzazione, al contempo punendo con fermezza quei datori di lavoro che impediscono l'applicazione dei diritti fondamentali dei lavoratori migranti'. 'L'ultimo arresto a Gioia Tauro - concludono i due sindacalisti della Cgil - e l'ennesimo provvedimento d'espulsione a danno di migranti, ancora una volta colpisce un lavoratore straniero irregolare, rendendolo vittima due volte.
Maggiormente ci indigna registrare l'irrogazione di un tale provvedimento a pochi giorni dalla pubblicazione del secondo rapporto di Medici senza Frontiere sulle condizioni sanitarie e sociali dei lavoratori migranti in Italia, dal quale emerge uno scenario infernale. Norme come la Bossi-Fini non affrontano in maniera democratica ed inclusiva il fenomeno migratorio, continuano piuttosto a generare illegalita' diffusa e sfruttamento, rafforzando il proliferare di nuove e vecchie mafie'.
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