Sabato 6 giugno 2026
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Cattolici conservatori a convegno su testamento biologico

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il dibattito sui temi di bioetica e' di grande attualita' e in esso la morte e il morire occupano uno spazio rilevante. Questo perche' si va affermando sempre di piu' il diritto del paziente a decidere in anticipo di quali trattamenti avvalersi o meno, in caso di una malattia che comporti perdita di coscienza o gravi stati di invalidita' fisica. Da piu' parti il Testamento biologico viene presentato come strumento adeguato per affrontare queste problematiche ma non sono poche le perplessita' che animano il dibattito attualmente in corso nelle Aule parlamentari.
A cio' si aggiunge la richiesta avanzata da alcuni bioeticisti, con l'appoggio di altri parlamentari, di approvare la possibilita' di ricorrere all'eutanasia, mettendo in discussione il rispetto e la tutela della vita.

Di questo si parlera' lunedi', nel convegno voluto dalla senatrice Laura Bianconi, capogruppo di Forza Italia in Commissione Sanita' del Senato, da sempre impegnata su questo tema, ed organizzato dall'Associazione Valori e Liberta' di cui e' socia fondatrice.
Appuntamento alle 20.30 presso la Sala 'Biagio Maraldi Dradi' della Cassa di Risparmio di Cesena, in via Tiberti.

All'incontro partecipano, fra gli altri, l'onorevole Isabella Bertolini, presidente nazionale dell'Associazione Valori e Liberta', i senatori Alfredo Mantovano (An) e Paola Binetti (La Margherita); Marco Maltoni, direttore dell'Unita' Cure Palliative presso l'Asl di Forli'. Infine un intervento e una testimonianza importante verra' dal dottor Mario Melazzini, presidente nazionale dell'Associazione italiana Sclerosi laterale amiotrofica (Aisla) Onlus e primario del day hospital oncologico Irccs Maugeri di Pavia.
Melazzini da anni e' malato di Sla, malattia neurodegenerativa che porta alla paralisi progressiva della muscolatura volontaria, sino all'arresto respiratorio. La malattia pero' non gli impedisce di continuare a svolgere la professione medica e di battersi per la tutela della vita in ogni sua fase: dall'inizio alla fine.

Proprio da lui parte l'invito a domandarci se, proprio dalla mancanza sempre piu' evidente di assistenza domiciliare qualificata, supporto adeguato alla famiglia, reti di servizi sociali e sanitari organizzati, solidarieta', coinvolgimento e sensibilita' da parte dell'opinione pubblica scaturiscano quelle condizioni di sofferenza e di abbandono a causa delle quali alcuni malati chiedono di porre fine alla propria vita.
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