I cattolici di 'Noi siamo Chiesa': le gerarchie vaticane troppo impegnate in politica
La gerarchia della Chiesa cattolica, 'al di la' di parole di comodo', non e' super partes nella politica italiana. Colpisce inoltre la parzialita' dei vertici della Cei che appoggiano i cosiddetti 'atei devoti' ma tacciono su personaggi pubblici ossequiosi alla Chiesa ma dalla vita famigliare 'travagliata''. Lo afferma 'Noi siamo Chiesa' in una lunga nota diffusa in vista delle sulle elezioni e intitolata 'La laicita' manca nella politica italiana'.
'Noi siamo Chiesa', sezione italiana del movimento We are Church fondato nel '96 e impegnato 'nel rinnovamento della Chiesa cattolica sulla base e nello spirito del Concilio', dichiara di voler 'reagire con determinazione all'ondata di sfiducia nei confronti della politica e di una gran parte di quanti gestiscono le istituzioni'. Per questo ritiene di dover pronunciare 'parole esplicite, forti e critiche per quanto riguarda la posizione delle autorita' ecclesiastiche nei confronti della politica e delle istituzioni'. La critica va allora al 'modo tassativo' con cui i vescovi risolvono questioni 'discusse e controverse anche nella ricerca teologica, etica e pastorale', sia 'insistendo sui principi non negoziabili' sia 'con la proposta di una vera e propria 'ideologia della famiglia' dalla molto discussa ispirazione evangelica e che non sempre si confronta col vissuto delle relazioni interpersonali'. Critiche di Noi siamo chiesa anche alle 'interferenze ecclesiastiche' su temi come le unioni civili e il testamento biologico e al tentativo di 'ampliare la gia' ampia condizione di privilegio della Chiesa cattolica' (esenzioni Ici, status insegnanti di religione, etc.). Cosi' la Chiesa italiana ha 'di fatto cancellato' la costituzione conciliare 'Gaudium et Spes' che afferma che 'la Chiesa, per essere 'credibile', 'rinuncera' ai privilegi acquisiti'.
'Noi siamo Chiesa', sezione italiana del movimento We are Church fondato nel '96 e impegnato 'nel rinnovamento della Chiesa cattolica sulla base e nello spirito del Concilio', dichiara di voler 'reagire con determinazione all'ondata di sfiducia nei confronti della politica e di una gran parte di quanti gestiscono le istituzioni'. Per questo ritiene di dover pronunciare 'parole esplicite, forti e critiche per quanto riguarda la posizione delle autorita' ecclesiastiche nei confronti della politica e delle istituzioni'. La critica va allora al 'modo tassativo' con cui i vescovi risolvono questioni 'discusse e controverse anche nella ricerca teologica, etica e pastorale', sia 'insistendo sui principi non negoziabili' sia 'con la proposta di una vera e propria 'ideologia della famiglia' dalla molto discussa ispirazione evangelica e che non sempre si confronta col vissuto delle relazioni interpersonali'. Critiche di Noi siamo chiesa anche alle 'interferenze ecclesiastiche' su temi come le unioni civili e il testamento biologico e al tentativo di 'ampliare la gia' ampia condizione di privilegio della Chiesa cattolica' (esenzioni Ici, status insegnanti di religione, etc.). Cosi' la Chiesa italiana ha 'di fatto cancellato' la costituzione conciliare 'Gaudium et Spes' che afferma che 'la Chiesa, per essere 'credibile', 'rinuncera' ai privilegi acquisiti'.
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