Venerdì 5 giugno 2026
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Cecchi Gori: voglio l'eutanasia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Dopo l'arresto per bancarotta e il trasferimento a Regina Coeli, emergono preoccupanti dettagli sulle condizioni di Vittorio Cecchi Gori. L'ex produttore, nei giorni precedenti l'arresto, avrebbe manifestato il desiderio di morire. "Per me ci vorrebbe l'eutanasia", avrebbe confidato ad alcuni amici secondo quanto riporta il "Corriere della sera". Ora è guardato a vista nel carcere romano perché si teme che l'imprenditore possa suicidarsi.
"Voglio morire, ma da solo non ce la faccio, aiutatemi con un'iniezione letale". Sarebbero state queste le parole disperate pronunciate dall'ex produttore che, nelle ultime settimene, avrebbe più volte affrontato il tema della morte e incontrato spesso il suo medico, il geriatra Walter Regolo. Lo stesso medico, riporta il quotidiano milanese, avrebbe definito il carcere per Cecchi Gori "un regime totalmente incompatibile con le sue condizioni di salute".
L'imprenditore sarà interrogato nelle prossime ore in merito alla bancarotta da 25 milioni di euro dopo il fallimento della Safin cinematografica. All'atto istruttorio parteciperanno i pm titolari anche dell'indagine sul fallimento della Finmavi, la cassaforte del gruppo. E' intanto emerso che l'aver portato sugli schermi l'ultimo libro di Federico Moccia, con Raoul Bova protagonista, ha complicato le cose per Cecchi Gori. Nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Guicla Mulliri, infatti, si fa espresso riferimento alle diverse operazioni finanziarie condotte negli ultimi anni dall'imprenditore fiorentino.

I LEGALI SMENTISCONO.
'Eutanasia? Voglia di farla finita? Nell'interrogatorio abbiamo solo affrontato questioni tecniche inerenti agli addebiti che gli sono stati mossi'. Cosi' gli avvocati Massimo Krogh e Antonio Fiorella, difensori di Cecchi Gori, al termine dell'interrogatorio, durato circa due ore, all'uscita del carcere di Regina Coeli a Roma. Il riferimento e' stato agli intenti suicidi che, secondo indiscrezioni rilanciate dal 'Corriere della Sera', il produttore avrebbe confidato ad amici. L'interrogatorio di Cecchi Gori, detenuto da due giorni nel carcere romano con l'accusa di bancarotta in relazione al crack della societa' Safin Cinematografica, e' durato poco meno di due ore. 'Cecchi Gori - ha detto l'avvocato Krogh - sta abbastanza bene, compatibilmente con le condizioni di carcerazione'. Sul merito dell'interrogatorio i due legali non hanno voluto fornire alcuna spiegazione ma hanno precisato che stanno valutando la possibilita' di ricorrere al tribunale del Riesame contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.   
L'avvocato Krogh ha confermato che ai magistrati che lo hanno interrogato e' stato consegnato un certificato medico nel quale si fa presente l'incompatibilita' del regime carcerario con le condizioni di salute di Vittorio Cecchi Gori.
'E' un certificato medico nel quale si dice che Vittorio Cecchi Gori ha bisogno di curarsi a casa sua. E' una persona che ha bisogno di assistenza sia per la sua eta' sia per la situazione che sta vivendo'.
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