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 RUSSIA - RUSSIA - Cedu condanna Russia per caso Pussy Riot
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17 luglio 2018 15:31
 
 La Corte europea per i diritti dell'uomo (Cedu) ha assegnato un risarcimento a tre attiviste del collettivo Pussy Riot, nel caso delle manifestazioni nella chiesa del Cristo Salvatore a Mosca. Il testo della relativa decisione e' pubblicato sul sito web del tribunale. Marija Alekhina e Nadezhda Tolokonnikova hanno ricevuto un compenso di 16 mila euro, mentre Ekaterina Samutsevich di 5 mila euro. Le autorita' russe dovranno anche pagare le spese legali per un importo di 11.700 euro. La Cedu ha rilevato che, in questo caso, la Russia ha violato quattro articoli della Convenzione europea dei diritti dell'uomo per quanto riguarda il divieto della tortura, il diritto alla liberta' e alla sicurezza della persona, il diritto ad un processo equo ed alla liberta' di espressione. Alekhina, Tolokonnikova e Samutsevich sono state condannate a due anni di carcere per l'episodio avvenuto nella Cattedrale di Cristo Salvatore nel febbraio 2012. Le autorita' giudiziarie hanno ritenuto il caso un atto di teppismo e incitamento all'odio sociale. Domenica scorsa, durante la finale della Coppa del Mondo di calcio, disputata tra Francia e Croazia nello stadio moscovita di Luzhniki, quattro attivisti di Pussy Riot hanno messo in atto azioni di protesta, vestiti con uniformi della polizia. Scopo della manifestazione, attirare l'attenzione sui problemi del rispetto delle leggi da parte delle autorita' in Russia. Gli attivisti sono stati arrestati per 15 giorni.
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