Giovedì 4 giugno 2026
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Cellulari. L'Agcom ci riprova: tempi piu' brevi per il cambio gestore

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' un problema che si trascina da tempo, ma ora l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ha emanato un nuovo provvedimento che dovrebbe migliorare la situazione. Finora, per impedimenti tecnici e/o ostruzionismi vari, l'utente che decideva di passare, per esempio da Tim a Wind, spesso doveva attendere settimane e settimane, a volte rimanendo senza linea.
La nuova delibera e' pubblicata sul sito dell'Agcom, ma che per entrare in vigore dovra' aspettare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il cambiamento piu' rilevante e con il quale l'Autorita' spera di incidere soprattutto sui tempi d'attesa, la cui lunghezza e' stata piu' volte denunciata dalle associazioni dei consumatori, e' il numero minimo di richieste che gli operatori 'donanti' (vale a dire che cedono il cliente) sono tenuti a evadere ogni giorno. Attualmente questo tetto e' fissato in 9mila per tutti e quattro i gestori mobili (Tim, Vodafone, Wind e 3), ma con le nuove regole per i due colossi del settore (Tim e Vodafone) si sale a 12mila. Per Wind e 3, invece, e' previsto l'obbligo di comunicare all'Autorita', entro il giorno 10 di ciascun mese, il numero medio di richieste ricevute: nel caso in cui tale numero superi il valore di 8mila si sale automaticamente a 12mila nel mese successivo. La decisione, presa dalla Commissione per le infrastrutture e le reti nella riunione del 5 dicembre scorso, e' stata adottata considerando che 'l'attuale capacita' giornaliera di evasione degli ordini di portabilita' ha evidenziato, anche in precedenza, la possibilita' di creare arretrati di lavorazione con conseguenze negative sulla qualita' del servizio reso agli utenti, in particolare nel caso che l'operatore donating sia Telecom Italia o Vodafone, vale a dire gli operatori che dispongono del numero di utenti piu' rilevante'. Insomma, argomenta il regolatore, 'l'inadeguatezza delle capacita' di evasione degli ordini di portabilita' rispetto alle esigenze del mercato comporta un danno concreto ed attuale per i consumatori, che vedono allungarsi i tempi occorrenti per l'attivazione della prestazione richiesta'. Da qui, dunque, la decisione di alzare del 33% il tetto minimo di pratiche giornaliere a cui dare risposta, una misura considerata 'proporzionata per la risoluzione delle problematiche al momento evidenziate'.
Ma la delibera dell'Autorita' non si ferma qui. Il mercato della telefonia mobile sta infatti vivendo una piccola rivoluzione con l'avvento degli operatori virtuali (da Coop a Poste), verso i quali si sta progressivamente spostando parte della clientela. L'Autorita', che per il momento esclude questi nuovi gestori dal conteggio totale dei numeri portati (in sostanza le operazioni tra l'operatore mobile e quelli virtuali con cui ha stipulato l'accordo per l'utilizzo della propria rete sono 'a parte' rispetto al numero minimo previsto), vuole vedere se e' il caso di cambiare: per questo viene avviato un procedimento 'volto a rivedere le norme relative alla portabilita' del numero mobile', proprio 'per tener conto dell'ingresso nel mercato degli operatori mobili virtuali'.
Secondo gli ultimi dati disponibili, sono ormai 14 milioni gli italiani che hanno cambiato gestore mantenendo pero' il vecchio numero: una possibilita' ritenuta fondamentale per assicurare una vera concorrenza, ma che tuttavia genera non poche incertezze sul fronte dei prezzi. In molti casi, infatti, non si sa quale operatore si sta chiamando (e quindi a quale tariffa), perche' il prefisso in questo senso ormai non e' piu' indicativo: per questo il commissario dell'Autorita' Enzo Savarese ha ipotizzato, invece del macchinoso meccanismo di un tasto da digitare prima di comporre il numero da chiamare, l'apparire sul display del chiamante del nome dell'operatore che gestisce la sim della persona a cui si telefona.
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