Giovedì 4 giugno 2026
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Cellule animali liofilizzate: reazioni

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Una scoperta "fantastica, un grande successo: erano anni che si era alla ricerca di valide alternative alla metodica della crioconservazione delle cellule e ora ne possediamo una semplice, poco costosa e dalle future enormi applicazioni. Dalla veterinaria alla biomedicina, fino alla zoologia".
E' entusiasta Carlo Alberto Redi, direttore scientifico della Fondazione Irccs policlinico San Matteo di Pavia, commentando lo studio firmato anche da ricercatori italiani e pubblicato su 'Plos One', che rivela come sia possibile ridurre cellule somatiche animali in polvere, per poi 'resuscitarle' e avviarle alla produzione di embrioni, con implicazioni positive, ad esempio, per le specie animali in via di estinzione.
"In passato avevamo effettuato alcuni studi del genere - racconta l'esperto all'Adnkronos salute - ma finora solo su spermatozoi, che per la loro struttura genetica compatta sono notoriamente piu' facili da lavorare. Ora pero' essere riusciti a ridurre in forma liofilizzata questo tipo di cellule e' davvero un grande avanzamento scientifico, soprattutto ai fini della clonazione.
Si sente parlare ogni giorno di scoperte che appaiono importanti, ma posso dire che questa lo e' veramente. E si tratta di un metodo che potra' essere utilissimo in moltissimi altri campi, come quello dell'archeologia: basti pensare a materiale museale come i resti dei mammuth, che in tal modo si potrebbero conservare e studiare con comodita'".

Le cellule di pecora liofilizzate e 'resuscitate' non devono 'trasformarsi' in abbacchi per le tavole dei consumatori che hanno dimostrato in tutto il mondo una forte contrarieta' alla commercializzazione di prodotti alimentari provenienti da animali clonati. E' quanto afferma la Coldiretti, in riferimento all'esperimento del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell'Universita' di Teramo.
Lo scorso mese di luglio, ricorda la Coldiretti, la stessa all'Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha espresso alla commissione europea un parere ambiguo che non allontana il rischio che sulle tavole dei cittadini comunitari arrivino carne, latte e formaggi provenienti da animali clonati.
Un'allucinante possibilita' di cui ne' le imprese, ne' i consumatori europei avvertono certamente il bisogno e che, sottolinea la Coldiretti, oltre ad un problema di scelta consapevole e di rispetto della biodiversita' pone evidenti perplessita' di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi. Dopo oltre undici anni dalla scoperta della pecora Dolly, pubblicata sulla rivista 'Nature' del febbraio 1997, la clonazione, riferisce la Coldiretti, riguarda infatti gia' molti animali da allevamento e, tra l'altro, e' stata annunciata la clonazione 'stabile' di un maiale per quattro generazioni dal genetista giapponese Hiroshi Nagashima dell'Universita' Meiji di Tokyo, mentre sperimentazioni sono state effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche con un muflone selvatico. Se la netta contrarieta' dei consumatori americani ha costretto le principali industrie alimentari statunitensi come la Dean Food a impegnarsi formalmente a non utilizzare il latte prodotto da mucche clonate, secondo un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it in Italia una netta maggioranza del 55% ritiene necessario che l'Italia e l'Europa proibiscano sempre la possibilita' di vendita di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati e ben il 36% dei rispondenti chiede che l'Italia e l'Europa consentano la vendita di questi alimenti con un'etichettatura obbligatoria che permetta ai consumatori di distinguerli.
Solamente l'8% ritiene, conclude la Coldiretti, che la scienza ha dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed e' quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione, mentre l'1% non in grado di dare una risposta.

Non braciole di pecora clonata, ma la speranza di realizzare biobanche per salvare le specie animali in pericolo, dall'esotico panda gigante alla nostra mucca pisana. "La liofilizzazione e' una una nuova tecnica di conservazione delle cellule animali molto interessante", dice all'Adnkrono salute Cesare Galli, il papa' del toro Galileo, della cavalla Prometea e di tanti altri animali 'fotocopia', nonche' direttore del Laboratorio di tecnologie della riproduzione (Ltr) di Cremona, commentando lo studio firmato da Pasqualino Loi dell'Universita' di Teramo e da un gruppo di colleghi internazionali su 'Plos One'.
Uno studio "interessante -aggiunge- anche se per il momento non sono ancora nati dei piccoli in questo modo. La tecnica - dice lo studioso - facilita la realizzazione di biobanche per tutelare le specie in pericolo. Al momento, infatti, le cellule si conservano in azoto liquido, un procedimento dai costi notevoli". Insomma, la clonazione attraverso cellule liofilizzate potrebbe rappresentare la salvezza per alcune specie animali. I ricercatori internazionali sono infatti riusciti a ridurre cellule somatiche di pecora in forma liofilizzata, a conservarle a temperatura ambiente per lungo tempo e a farle poi 'rivivere', utilizzandole per formare degli embrioni. "Poter disidratare queste cellule -prosegue Galli- permette di conservarle piu' facilmente e poi riutilizzarle, anche in Paesi come l'Africa e il Sud-est asiatico, dove lo stoccaggio in altro modo sarebbe complesso".
Insomma si tratta di un passo avanti, anche se ancora occorre dimostrate che in questo modo "si puo' effettivamente arrivare alla nascita di un animale vivo", conclude Galli, che meno di sei mesi fa ha festeggiato la nascita del piccolo Pegaso, il figlio di Prometea, la prima cavalla 'fotocopia'.



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