Sabato 6 giugno 2026
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Da cellule della pelle potremo ricostruire le ossa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Potrebbe non essere lontano il giorno in cui saremo in grado di costruire il tessuto osseo dalle nostre stesse cellule. La ricerca che il gruppo guidato da Enrico Pola, del Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia dell'Universita' Cattolica ha pubblicato su Gene Therapy, apre infatti la strada a una tecnica innovativa per ottenere la formazione di osso in vivo. Si tratta della prosecuzione di uno studio iniziato nel 2002 da Pola in collaborazione con Paul D. Robbins e Wanda Lattanzi (ricercatrice dell' Universita' Cattolica) presso il Dipartimento di Biologia Molecolare dell'Universita' di Pittsburgh. 'L'obiettivo del lavoro - spiega Pola, che e' stato fra l'altro anche ricercatore Telethon fino al 2004 - era quello di formare dell'osso con un nuovo tipo di terapia genica'. La ricerca dimostra la possibilita' di poter ottenere la formazione di osso in tre diversi modelli chirurgici sperimentali e in futuro potrebbe essere applicata anche su pazienti. Tutto cio' grazie all'impianto di fibroblasti della cute un tipo di cellule presenti in tutti i tessuti molto semplici da isolare, che si possono ottenere con una biopsia della pelle. 'Dopo l'isolamento delle cellule - continua Pola - modifichiamo i fibroblasti con un gene da noi scoperto nel 2004, il Lim Mineralization Protein-3 (LMP3). Questa modificazione genetica li trasforma in cellule in grado di indurre la formazione di cellule di osso con grandissima efficienza'. Nell'articolo, i ricercatori hanno dimostrato la fattibilita' di questo intervento su modelli animali, per tre possibili tipi di intervento chirurgico ortopedico applicabili all'uomo. Anche se i test sull'uomo potranno partire tra due anni sono tre, secondo i ricrcatori, le possibili applicazioni per impiego clinico: la possibilita' di guarigione di gravi difetti ossei o gravi fratture, come per esempio una grave frattura della mandibola, che spesso oggi non guarisce del tutto. Con la nostra tecnica, nei ratti si' e' riusciti a osservare un efficace consolidamento di questo tipo di frattura. Seconda applicazione sono le situazioni in cui in cui e' necessaria la formazione di osso in punti dove non si forma spontaneamente. Per esempio per riempire grosse perdite di sostanza come negli esiti di svuotamenti chirurgici per il trattamento di tumori ossei. Infine la tecncia potrebbe essere usata nella la fusione indotta chirurgicamente di un'articolazione, intervento molto frequente in ortopedia. Normalmente si fa un prelievo osseo dal bacino per disporlo tra le vertebre e fonderle, con complicanze ed effetti collaterali locali anche gravi. Infine, sottolineano i ricercatori, grazie a questo metodo non si fa uso di cellule staminali, ne' embrionali, ne' adulte, e si superano dunque tutti i limiti etici e tecnici legati al loro impiego.    


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