Domenica 7 giugno 2026
Menu

Cellule femminili si adattano e sopravvivono meglio di quelle maschili, studio

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le cellule femminili si adattano di piu' e riescono a sopravvivere meglio di quelle maschili sotto stress ambientale e farmacologico. E' il risultato di uno studio congiunto tra l'Istituto Superiore di Sanita' e l'Universita' di Sassari dal quale emerge che le cellule che costituiscono il corpo dell'uomo e della donna non sono solo diverse per quanto riguarda i cromosomi ma anche per quando riguarda il loro destino.
Uomini e donne hanno quindi un rischio diverso di contrarre certe malattie. Diventa percio' necessario che la ricerca scientifica abbia un approccio di genere al fine di offrire una migliore appropriatezza terapeutica. Con questo obiettivo l'Istituto Superiore di Sanita', grazie ai fondi della Ricerca Finalizzata del ministero della Salute, ha avviato il progetto strategico 'La medicina di genere come obiettivo per la sanita' pubblica: l'appropriatezza della cura per la tutela della salute della donna'.
'Si tratta di un progetto ambizioso - dice il presidente dell'Iss Enrico Garaci - che studia le differenze non soltanto fisiologiche ma anche sociali e psicologiche tra uomini e donne. Abbiamo la certezza scientifica della differenza degli organismi sotto il profilo ormonale e genetico e delle risposte diverse alle terapie.
Basti pensare che le reazioni avverse ai farmaci nelle donne concorrono al 6% delle ospedalizzazioni. L'obiettivo oggi e' capire come impattano le terapie farmacologiche sugli uomini e sulle donne per ottenere una cura piu' appropriata e un risparmio di costi per il Servizio Sanitario Nazionale'.
Uno dei risultati del progetto ha rivelato che le cellule maschili (XY) hanno un comportamento stereotipato. Infatti, sotto stress ambientale e farmacologico non riescono ad adattarsi per cui evolvono verso la morte cellulare (apoptosi). Le cellule femminili hanno invece una maggiore plasticita' e sono capaci di adattarsi di piu' e meglio.
Infatti, possono riorientarsi e cambiare forma senza perdere la loro vitalita' e la loro energia e per non morire, facendo una sorta di cannibalismo, diventano capaci di 'mangiare alcuni loro componenti' (autofagia) per ricavare fonti energetiche per sopravvivere. In definitiva, 'sono piu' risparmiose' perche' non sprecano nulla di quello che puo' essere riciclato.
Questo studio dimostra che i risultati della ricerca scientifica ottenuti nell'uomo non possono essere 'automaticamente' trasferiti alla donna.
'Le cellule maschili, infatti, evolvono verso la morte programmata - dice Monica Bettoni, direttore generale dell'Iss - mentre quelle femminili vanno verso la senescenza e cio' indica che le cellule femminili hanno una maggiore capacita' di adattarsi all'ambiente. Questa ricerca, e ne siamo fermamente conviti, porta all'appropriatezza della cura evitando l'errore in medicina. L'appropriatezza della cura e' il solo modo di arrivare al risparmio equo per il sistema sanitario'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →